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Lunedì 8 luglio 2013 - 11:15

Camorra: Gdf, sequestrati beni per oltre 50 mln a clan Mallardo

(ASCA) – Roma, 8 lug – I finanzieri del gruppo investigativocriminalita’ organizzata (Gico) hanno sequestrato oggi benimobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 50milioni di euro riconducibili al sodalizio criminaleorganizzato dai fratelli Michele, Giuliano e Luigi Ascione,indiziati di contiguita’ al clan Mallardo, per conto delquale avrebbero costituito una cellula economica operante,prevalentemente, nel territorio del basso Lazio. E’ quanto silegge in una nota diffusa dal comando generale della guardiadi finanza dalla quale si apprende, inoltre, che le indagini,coordinate dal procuratore della Repubblica GiuseppePignatone e dai sostituti procuratori della Dda di Roma LinaCusano, Maria Cristina Palaia e Barbara Sargenti, anche nelquadro della collaborazione da tempo avviata con la Dda diNapoli, hanno consentito di accertare la costante edinarrestabile ascesa dei fratelli Ascione, noti imprenditoricampani, attraverso rapporti dai reciproci vantaggi conesponenti di spicco del noto clan di camorra Mallardo. Da quanto riferito dalla Gdf, gli Ascione hanno costituitouno stabile e ben ramificato ”sodalizio criminale”,strategicamente inserito in un ”sistema criminogeno” dipiu’ ampia portata, rappresentato dal clan Mallardo, alquale sono risultati essere legati da uno stretto ”pactumsceleris”, riferito principalmente al reimpiego di proventiilleciti nel circuito economico legale, attraverso societa’operanti nel settore del commercio delle automobili per poiinvestire in societa’ operanti nel settore delle costruzionie dell’intermediazione immobiliare.

Tra gli altri, i collaboratori di giustizia VassalloGaetano, Izzo Salvatore ed Amatrudi Massimo hanno resospecifiche dichiarazioni circa i collegamenti correnti tra il”gruppo Dell’Aquila” e il ”gruppo Ascione”. Piu’precisamente, i collaboratori hanno indicato i fratelliAscione come intranei al clan Mallardo, direttamente legatiai capiclan Francesco e Giuseppe. Gli Ascione operavano instretta e sinergica collaborazione con il gruppo Dell’Aquila,in particolare con Domenico, alias ”Menicuccio”, con ilquale divenivano soci in affari.

I risultati delle indagini sono stati tradotti altribunale di Latina, il quale, condividendo l’impiantoaccusatorio prospettato dalla Dda di Roma ha disposto ilsequestro del patrimonio aziendale e relativi beni di 5societa’, con sede nella provincia di Latina, Napoli, di cui2 operanti nel settore delle costruzioni di edifici, unanella locazione di immobili, una nel commercio di autoveicolie una nel settore dell’intermediazione immobiliare. Inoltre,e’ stato predisposto il sequestro delle quote societarie diuna societa’ in provincia di Napoli operante nella gestionedi stabilimenti balneari, di 112 immobili (tra Latina,Napoli, Cosenza), di 175 auto/motoveicoli e diun’imbarcazione e, infine, di numerosi rapportibancari/postali/assicurativi/azioni. Il tutto, per un valorecomplessivo pari ad oltre 50 milioni. Per l’operazione, sonostati impiegati oltre 100 finanzieri in Lazio, Campania,Sicilia e Calabria. red/

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