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Martedì 25 giugno 2013 - 10:38

Salute: primo trapianto microbiota intestinale nel Lazio

(ASCA) – Roma, 25 giu – Un gruppo di ricerca dell’Universita’Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma ha eseguito consuccesso il primo trapianto di microbiota (flora battericaintestinale) da un soggetto sano a un paziente con una formaincurabile di diarrea perche’ resistente agli antibiotici. Iltrapianto, primo nel Lazio, secondo in Italia, segna l’avviodi un nuovo importante progetto di ricerca che prevedel’utilizzo di flora batterica sana come nuova frontieraterapeutica contro varie malattie tra cui anche obesita’ ediabete.

Il trapianto di microbiota intestinale si deve all’e’quipecoordinata dal professor Antonio Gasbarrini, responsabiledella Unita’ Operativa Complessa di Medicina Interna eGastroenterologia del Policlinico A. Gemelli. Il trapianto e’stato effettuato attraverso una colonscopia eseguita dalprofessor Giovanni Cammarota della UOC di Gastroenterologia eil microbiota del donatore e’ stato preparato e purificatodal professor Luca Masucci nell’ambito di una collaborazionecon l’Istituto di Microbiologia dell’Universita’ Cattolicadiretto dal professor Maurizio Sanguinetti.

Il ”microbiota”, o flora batterica intestinale, e’ lamiriade di batteri buoni che vive in simbiosi con noi e aiutai processi digestivi. In ognuno di noi si sviluppa nei primi2-3 anni di vita e recenti studi hanno dimostrato che ogniindividuo ha una flora batterica diversa dagli altri, un po’come il Dna.

Spesso la flora batterica intestinale puo’ alterarsi a causadi una dieta errata o per un’infezione batterica che prendeil sopravvento (come nel caso del Clostridium difficile, unbatterio che produce una tossina e causa colite severa ediarrea profusa).

Il trapianto della flora da un donatore sano ha l’intento,quindi, di ristabilire una flora batterica ”sana” anche se”non sappiamo per quanto tempo questa flora possacolonizzare il ricevente”, precisa il professor Gasbarrini.

”Il trapianto di flora batterica – spiega Gasbarrini – e’assolutamente una delle future terapie anti obesita’ ediabete resistenza: numerosi studi condotti negli ultimi anninel mondo, infatti, hanno dimostrato che i soggetti obesihanno una flora batterica diversa rispetto a quella deisoggetti magri e studi su vari modelli animali hannodimostrato che il trapianto della flora batterica da unanimale obeso a uno magro determina un rapido aumento di pesoin quest’ultimo e viceversa”.

Il trapianto e’ stato effettuato su un paziente con diarreada Clostridium difficile resistente agli antibiotici. Ildonatore era un parente di primo grado in buone condizionigenerali. Tutta la procedura ha seguito le regole disicurezza e buona pratica clinica approvate dal Comitatoetico del Gemelli. La flora batterica intestinale si recuperada un campione fecale del ricevente. Una volta purificata conavanzate tecniche di microbiologia, si puo’ trasferireattraverso il sondino per la colonscopia.

Il ricevente ha ben tollerato il trapianto ed e’ ora in buonecondizioni cliniche. Altri pazienti con diarrea daClostridium difficile sono in attesa di ricevere trapiantinei prossimi giorni. Le prossime applicazioni del trapianto di flora battericaprevedono l’infusione di microbiota da donatori sani asoggetti con insulino-resistenza (condizione precursore deldiabete), diabete e obesita’. ”Un successo in questa areaterapeutica avrebbe enormi ripercussioni nella praticaclinica”, conclude il professor Gasbarrini. cs/gc

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