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Giovedì 20 giugno 2013 - 14:13

Rifugiati: Oxfam, comunita’ internazionale non resti a guardare

(ASCA) – Roma, 20 giu – ”La comunita’ internazionale e igoverni non possono restare indifferenti di fronte allatragedia umana dei rifugiati che assume dimensioni enormisettimana dopo settimana. Non siamo in grado di prevederequando finira’ la crisi ma sappiamo che i rifugiatirimarranno nei paesi ospitanti per parecchio tempo ancora.

Proprio per questo e’ fondamentale che tutti i rifugiatisiano messi nelle condizioni di vivere con dignita’ e diavere accesso ai mezzi di sostentamento principali, lavorandocontemporaneamente per ridurre l’impatto che la loro presenzasta avendo sulle comunita’ ospitanti”. E’ quanto hadichiarato Riccardo Sansone, coordinatore aiuto umanitario diOxfam Italia in occasione della giornata mondiale deirifugiati.

Servono finanziamenti certi e visione di lungo termine peraffrontare la crisi dei rifugiati siriani, che nelle prossime9 settimane diventeranno 2 milioni, secondo quanto denunciauna coalizione di agenzie umanitarie di cui fanno parte ancheOxfam e Action Aid. ”L’emergenza dei rifugiati siriani si fa sempre piu’grave – ha dichiarato Hugh Fenton, coordinatore del SyriaINGO Regional Forum – .Violenza e spargimenti di sangue nonsi fermano e questo provoca l’esodo a cui assistiamo damesi”. ”Quando arrivano nei paesi ospitanti, i profughisono esausti e disorientati, non sanno che futuro liaspetta.

Un’intera generazione di ragazzi e bambini siriani haassistito a violenze inaudite, donne e ragazze hanno subitoabusi e stupri. Vivere in esilio non li aiutera’ di certo”,ha aggiunto Fenton.

Il numero ufficiale di rifugiati siriani e’ rapidamentearrivato a oltre 1,6 milioni – con Libano e Giordania che neospitano la maggioranza – ma le cifre reali sono ben altreperche’ migliaia non si registrano e non riescono ad avereregolare accesso agli aiuti.

Le strutture sanitarie nelle sovraffollate comunita’ diaccoglienza sono al limite; in Giordania, ad esempio, ilnumero di visite ospedaliere per i rifugiati e’ cresciuto da300 del mese di gennaio 2012 a 10.000 dello scorso marzo,mentre in Libano i profughi non riescono a pagare la quotache spetta loro, pari al 25%. Le agenzie umanitarie hanno chiesto invano una rispostacontinuativa alla crisi: gli appelli delle Nazioni Unite, peroltre 4 miliardi di dollari, sono stati finanziati per menodi un terzo.

red/mpd

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