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Martedì 18 giugno 2013 - 16:15

Tumori: Oncologi Aiom, in Sicilia tagli pesano sulla qualita’ delle cure

(ASCA) – Catania, 18 giu – Per il 90% degli oncologisiciliani, i tagli alla sanita’ nella Regione potrebberoincidere sulle capacita’ di curare al meglio i pazienti concancro. Il 92% utilizza farmaci biotecnologici efficacicontro la gran parte dei tumori. E il 62% ritiene che ladecisione sull’eventuale sostituibilita’ con i biosimilari,prodotti simili ma non uguali ai piu’ complessi originalibiotech, debba essere di esclusiva competenza dellospecialista. I dati emergono dal sondaggio condottodall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) fra isoci della Sicilia e presentato nel seminario ”Biosimilarida anticorpi monoclonali in oncologia. La sicurezza delpaziente prima di tutto”, che si svolge oggi a Cataniaall’Ospedale Garibaldi. E’ il secondo di un tour nazionaleche prevede nove incontri regionali promossi dall’AIOM con ilpatrocinio della SIFO (Societa’ Italiana di FarmaciaOspedaliera) e della SIF (Societa’ Italiana diFarmacologia).

All’indagine, che si e’ chiusa il 12 giugno, ha rispostocirca il 45% di tutti gli oncologi che operano in regione. InSicilia ogni anno i tumori fanno registrare 16.550 nuovediagnosi e 10.000 decessi (stime 2010).

Il livello di conoscenza dei biosimilari nell’isola e’superiore rispetto alla media nazionale.

Infatti nella Regione il 68% degli specialisti ne da’ unadefinizione corretta (vs 24%). Sempre alta l’attenzione peril problema della contrazione delle risorse disponibili. Eper il 68% la prossima introduzione dei biosimilari dianticorpi monoclonali puo’ favorire il contenimento deicosti, anche se il 26% sostiene sia piu’ utile cercaremargini di risparmio in altre voci di spesa. Il tema dellasicurezza per i pazienti resta centrale. Per il 38% deglispecialisti infatti le maggiori criticita’ legate all’uso deibiosimilari derivano dal fatto che diversa potrebbe esserel’efficacia rispetto all’originatore, per il 20% potrebberoavere un diverso grado di immunogenicita’, per il 12% possonoscatenare allergie, mentre il 30% degli intervistati nonravvede alcuna criticita’ connessa al loro utilizzo. ”I biosimilari attualmente disponibili, ad esempio leeritropoietine e gli ormoni della crescita di cui abbiamoesperienza clinica – afferma Carmelo Iacono, presidentedella Fondazione AIOM -, derivano da composti originatori construttura biologica piu’ semplice rispetto a quanto non sianogli originatori degli anticorpi monoclonali, i cui prodottibiosimilari saranno commercializzati nei prossimi anni. Conil tour itinerante in nove Regioni vogliamo migliorare illivello di informazione dei clinici e dei farmacistiospedalieri, confrontarci insieme con gli ufficidell’assessorato alla sanita’ con l’obiettivo di fornire aiclinici ed agli amministratori strumenti utili nella praticaquotidiana”. Per il 44% degli oncologi siciliani ibiosimilari di anticorpi monoclonali sono piu’ complessi diquelli oggi disponibili, richiedono processi di vigilanzapiu’ accurati e appositi registri e studi clinici conendpoint validati. La difficolta’ nel riprodurre i biotechcresce in maniera proporzionale alla complessita’dell’originator. Pero’ il 26% degli oncologi sicilianiritiene che non vi siano differenze fra i biosimilari dianticorpi monoclonali e quelli oggi in commercio. ”Questodato dimostra l’importanza delle campagne disensibilizzazione – sottolinea Achille Caputi, professoreordinario di Farmacologia all’Universita’ di Messina -.

Ancora troppi ignorano che copiare un biotech non e’ comeprodurre un ‘generico”’. red/mpd

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