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Lunedì 17 giugno 2013 - 12:35

Ambiente: Rapporto Ecomafia 2013, giro d’affari da 16,7 mld

(ASCA) – Roma, 17 giu – 34.120 reati, 28.132 personedenunciate, 161 ordinanze di custodia cautelare, 8.286sequestri, per un giro di affari di 16,7 miliardi di eurogestito da 302 clan, 6 in piu’ rispetto a quelli censiti loscorso anno. I numeri degli illeciti ambientali accertati loscorso anno delineano una situazione di particolaregravita’.

Il 45,7% dei reati e’ concentrato nelle quattro regioni atradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria ePuglia) seguite dal Lazio, con un numero di reati in crescitarispetto al 2011 (+13,2%) e dalla Toscana, che sale al sestoposto, con 2.524 illeciti (+15,4%). Prima regione del NordItalia, la Liguria (1.597 reati, +9,1% sul 2011). Dasegnalare per l’incremento degli illeciti accertati anche ilVeneto, con un +18,9%, e l’Umbria, passata dal sedicesimoposto del 2011 all’undicesimo del 2012. Crescono nel 2012anche gli illeciti contro gli animali e la fauna selvatica(+6,4% rispetto al 2011), sfiorando quota 8.000, a una mediadi quasi 22 reati al giorno e ha il segno piu’ anche ilnumero di incendi boschivi che hanno colpito il nostro paese:esattamente +4,6% rispetto al 2011, un anno orribile per ilnostro patrimonio boschivo dato che aveva fatto registrare unpicco del 62,5% rispetto al 2010. E’ la Campania a guidareanche quest’anno la classifica dell’illegalita’ ambientalenel nostro paese, con 4.777 infrazioni accertate (nonostantela riduzione rispetto al 2011 del 10,3%), 3.394 personedenunciate e 34 arresti. E il discorso vale sia per il cicloillegale del cemento sia per quello dei rifiuti.

E’ un’economia che non conosce la parola recessione quellafotografata da Ecomafia 2013, il rapporto annuale diLegambiente realizzato grazie al contributo delle Forzedell’ordine, con prefazione di Carlo Lucarelli ed edito daEdizioni Ambiente, sulle storie e i numeri dell’illegalita’ambientale in Italia, presentato oggi a Roma nel corso di unaconferenza stampa che ha visto la partecipazione, tra glialtri, del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, delPresidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza,del responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalita’ diLegambiente Enrico Fontana, del procuratore nazionaleantimafia Giusto Sciacchitano, del Presidente dellaCommissione Ambiente della Camera dei Deputati ErmeteRealacci e del Presidente della Commissione Giustizia dellaCamera dei Deputati Donatella Ferranti.

Nel ciclo del cemento bisogna segnalare il secondo postodella Puglia, che per numero di persone denunciate risultaessere la prima regione d’Italia; la leadership tra leregioni del Nord della Lombardia; la crescita esponenzialedegli illeciti accertati in Trentino Alto Adige, quasitriplicati in un anno; il balzo in avanti della Basilicata,che con 227 illeciti arriva al decimo posto (nel 2011 eraquindicesima). Nel ciclo dei rifiuti spiccano l’incrementodei reati registrato in Puglia (+24%), al terzo posto dopoCampania e Calabria, e il quinto posto raggiunto dallaSardegna. Anche in questa filiera illegale la provincia diNapoli e’ al primo posto in Italia, seguita da Vibo Valentia,dove si registra un + 120% di reati accertati rispetto al2011.

com/res

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