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Venerdì 14 giugno 2013 - 13:37

Farmaci: Fofi, quasi un paziente su due non rispetta terapie prescritte

(ASCA) – Roma, 14 giu – Il farmacista puo’ fare scopertemolto interessanti quando esamina il comportamento delpaziente nei confronti delle terapie prescritte dal medicocurante. Per esempio, che nel 45% dei casi il pazientedimentica di assumere il farmaco al momento indicato, o chemodifica di sua iniziativa il dosaggio, aumentandolo odiminuendolo. O ancora che uno su cinque non comprendeesattamente la natura della sua malattia o le caratteristichee gli scopi dei medicinali prescritti. E a denunciare questipunti di caduta nell’aderenza alla terapia sono piu’ spessogli uomini delle donne, gli anziani rispetto ai piu’ giovanie, come logico, con l’aumento dei farmaci usati maggiore e’la possibilita’ di non seguire adeguatamente la terapia.

Questi alcuni dei risultati dello studio ”Medicine UseReview: progetto pilota in Italia utilizzando l’asma comemodello”, patrocinato dalla FOFI, che il presidente AndreaMandelli ha presentato oggi intervenendo al Congressodell’AFI a Rimini. ”Quelli presentati qui”, spiega AndreaMandelli, ”sono i dati conclusivi dello studio che e’ statocondotto, in collaborazione con la Medway School of Pharmacy,in quattro province per valutare la fattibilita’ dellaMedicine Use Review da parte del farmacista italiano. Come e’noto, l’MUR consiste in un’intervista strutturata al pazienteper determinare se e’ aderente alla terapia prescritta dalmedico, se ha ben compreso la malattia e le cure che riceve,se lamenta condizioni particolari che possano indicare o chenon sta rispettando le indicazioni avute o che sonointervenuti elementi che possono ostacolare l’effetto dellaterapia”. Un altro dato importante riscontrato dallo studio,infatti, e’ che il 40% circa dei pazienti assume farmaci chenon sono raccomandati in caso di asma in trattamento, moltidei quali sono farmaci antinfiammatori non steroideiacquistabili senza ricetta. Nella ricerca, i farmacisti nonsi sono limitati all’analisi, ovviamente. Per i quasi 900pazienti sottoposti al questionario, hanno inviato oltre 1000segnalazioni al medico, in maggioranza segnalazioni dellanecessita’ di procedere a un monitoraggio (46,7%). Inoltre,sono intervenuti direttamente sul paziente fornendogliinformazioni sulla natura del trattamento prescritto (49% deicasi), raccomandandogli di tornare dal medico (26,9%) oindicandogli come assumere correttamente il medicinale (9%dei casi) ma anche, nel 3% dei casi, dicendogli diinterrompere l’assunzione di un farmaco da banco. L’MUR,introdotta nelle farmacie britanniche nel 2005, non invadedunque le competenze del medico, visto che non entra inquestioni diagnostiche o prescrittive ”ma, anzi” prosegueil presidente della FOFI ”e’ uno strumento importante perfar si’ che il trattamento indicato dal curante svolga il suoeffetto, migliorare la salute del paziente e, infine, evitarei maggiori costi sanitari e umani che si accompagnano alloscarso controllo della malattia. Vorrei sottolineare chedall’analisi multidimensionale emerge come soltanto il 18%dei pazienti sottoposti all’MUR non presentasse ne’ problemilegati all’uso del farmaco ne’ la persistenza di sintomidella malattia. E’ il segno che il farmacista puo’ e devecollaborare con il medico per migliorare l’assistenza sulterritorio”.

red/mpd

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