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Giovedì 13 giugno 2013 - 15:17

Agricoltura: Cia, aziende guidate da giovani +15% in piu’ di fatturato

(ASCA) – Roma, 13 giu – ”Innovazione, eco-sostenibilita’ epropensione all’export: questa la ricetta ”anti-crisi”delle giovani aziende agricole, che riescono a realizzare il15% in piu’ di fatturato delle imprese guidate dai colleghi”senior”’. Lo ha affermato – riferisce una nota – Luca Brunelli, ilpresidente nazionale dell’Associazione dei giovaniimprenditori della Confederazione italiana agricoltori (Cia),nel suo intervento all’11* Giornata dell’economia nel corsodella 137a Assemblea dei presidenti delle Camere di commerciod’Italia.

”Nelle campagne italiane – ha ricordato Brunelli -un’azienda su 10 e’ guidata da ”under 40′. Un numero ancorapiccolo, ma suscettibile di forte crescita, tanto piu’ che inmeno di tre anni le imprese ”junior’ sono aumentate dall’8per cento circa al 9,9% del totale. Sono ancora pochi, maquando hanno gli strumenti necessari per partire i giovanidanno un apporto fondamentale al settore in termini diperformance imprenditoriali. Le loro aziende, infatti, fannole cose in grande, tanto da moltiplicare la superficieagricola aziendale fino a quattro volte rispetto alla medianazionale, passando dai 7,9 ettari ai 38,2 ettari delleimprese giovani”.

”Uno dei fattori che incide in modo determinante suibilanci aziendali – ha aggiunto Brunelli durante il suointervento – e’ la capacita’ dei giovani diinternazionalizzare la propria impresa. Anche per motivianagrafici, infatti, gli imprenditori ”under 40′ sono i piu’naturalmente proiettati verso i mercati stranieri, tanto cheoggi oltre il 30% delle aziende ”junior’ vende prodottioltreconfine. E’ per questo che, nonostante siano ancora itroppo pochi, i giovani contribuiscono in modo importante alfatturato dell’export agricolo, che nel 2012 ha sfiorato i 6miliardi di euro”. ”Oggi l’80% delle imprese agricole che opera solo sulterritorio nazionale ha i fatturati in calo”, ha dettoBrunelli. ”E le nuove leve dell’agricoltura italiana – haaggiunto – dimostrano di aver capito molto bene che di frontealla debolezza della domanda interna, l’unico vero motore dicrescita resta l’export. Ma servono politiche adeguate chediano strumenti di competitivita’ al sistema di impreseitaliano, che troppo spesso stenta a reggere il confronto conaltri Stati europei, perche’ frenato da tanti ostacoli, comeil maggior costo dei servizi pubblici, la difficolta’ diaccesso al credito e il fardello della burocrazia”, haconcluso il rappresentante dei giovani imprenditori Cia.

com-stt/rus

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