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Mercoledì 12 giugno 2013 - 17:05

Salute: allarme zecche in UE, in Italia 30 casi l’anno meningoencefalite

(ASCA) – Roma, 12 giu – Allarme rosso sulle vacanze di moltiitaliani. Si chiama Tick borne encephalitis,meningoencefalite, una malattia trasmessa da una zecca, laIxodes Ricinus, diffusa nell’Est Europa e in Italialocalizzata nel Triveneto e in molte aree rurali e urbane. Icasi ogni anno non sono molti, circa 30 (80 dal 2000 adoggi), ma spesso gravissimi, talvolta mortali, e in costantecrescita, proporzionalmente all’aumento delle temperaturemedie che hanno reso ‘attiva’ la zecca dall’inizio dellaprimavera (marzo) fino all’autunno inoltrato, e della faunaselvatica (ungulati e volatili). Una situazione dasorvegliare, tanto che le autorita’ sanitarie europee hannochiesto anche all’Italia di inserire la malattia tra quelle”notificabili’. La Ixodes Ricinus e’ il serbatoio di agentiinfettivi raccolti nel sangue di animali selvatici montani oboschivi (dove e’ piu’ frequente), e ritrasmessi agli ospitiche attacca (animali domestici e uomo), inoculando il viruscon piccoli morsi indolori. La meningoencefalite e’ unamalattia molto grave, purtroppo facile da confondereinizialmente con una banale influenza (leggera febbre, mal ditesta dolori muscolari che compaiono a 7-14 giorni dalmorso), a cui segue (se trascurata o sottovalutata) unaseconda fase con l’interessamento del sistema nervosocentrale e possibili danni permanenti e invalidanti. Nonesiste una cura mirata, ma prevenire la TBE e’ possibile conuna semplice vaccinazione che protegge da tutti i tipi divirus sia del sottotipo Europeo che Asiatico. La vaccinazionee’ composta da due dosi (da somministrare prima di partire).

Una terza dose facoltativa al rientro consente una coperturadi 5 anni. Si tratta di una profilassi raccomandata sempreagli abitanti o ai villeggianti delle zone agricole eboschive del Nord-Est, a chi pratica professioni a contattocon la natura, ma soprattutto ai turisti amanti del trekkinge della campagna. In caso di escursioni in aree a rischio,indossare un abbigliamento appropriato (camice e pantalonilunghi, scarpe alte sulla caviglia e/o stivali) spruzzato conrepellenti, fare docce accurate (anche al cuoio capelluto) alrientro, e ispezionare il corpo per rilevare eventuali zeccheche vanno subito rimosse secondo regole molto precise.

Critici i quindici giorni successivi in cui la zecca potrebbecontinuare (se non rimossa) a iniettare il virus, o fare lacomparsa i primi sintomi della TBE. La diffusione delle zecche non ha una spiegazione scientificama ambientale, correlata all’aumento della temperaturaterrestre degli ultimi 20-30 anni e all’incremento dellafauna selvatica che hanno condizionato il protrarsidell’attivita’ di questi parassiti dalla primaveraall’autunno inoltrato e la colonizzazione di nuovi territori,anche prossimi alle aree urbane. ”In funzione di questarecente evoluzione – dichiara Giovanni Rezza, direttore delDipartimento di Malattia Infettive dell’Istituto Superiore diSanita’ – la Comunita’ Europea si e’ posta in una condizionedi attenzione al fenomeno della TBE, richiedendo innanzituttola notifica dei casi di malattia”. ”La vaccinazione e’ sola ”soluzione’ contro la TBE -dichiara Fabrizio Pregliasco, ricercatore presso ilDipartimento di Scienze Biomediche per la Salutedell’Universita’ degli Studi di Milano – la quale, essendo dinatura virale, non ha una terapia specifica ma solosintomatica che puo’ tamponare le manifestazioni dellamalattia in attesa della guarigione. La somministrazione delvaccino, efficace e sicuro, puo’ avvenire secondo duemodalita’ legate al tipo di copertura da garantire: a lungotermine per la popolazione a rischio, rappresentata daresidenti, boyscout o lavoratori in zone rurali, ad azionerapida in caso di viaggi. Qualora si venisse attaccati dallazecca, la prima raccomandazione e’ di estrarre il parassitaentro le 24 ore, facendo attenzione a prelevare interamenteil corpo e il rostro della zecca e annotando la data delmorso, poiche’ alla comparsa di qualsiasi sintomo entro i 30giorni dall’estrazione dell’animaletto, occorre recarsisubito da un medico o in un centro specialistico per riceverele cure piu’ adeguate alle diverse manifestazioni”. Solo le”zecche dure” infette, ovvero quelle che ospitano ilpatogeno che riescono poi a trasmettere attraverso il morso,sono nocive per l’uomo. red/mpd

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