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Mercoledì 12 giugno 2013 - 13:17

Inflazione: Cia, consumi a minimi termini, crollano pasta e latte

(ASCA) – Roma, 12 giu – Le famiglie italiane non compranopiu’: se il 60% del reddito mensile e’ ‘divorato’ da bollettee casa, rimane poco per fare la spesa, anche quellaalimentare. In piu’, a maggio l’ondata di maltempo fuoristagione danneggia le coltivazioni e trascina in alto lequotazioni al dettaglio di frutta e verdura.

Per questo, si deve bloccare assolutamente l’aumento dell’Ivada luglio. Cosi’ la Cia commenta i dati definitivi diffusioggi dall’Istat. Il basso tasso d’inflazione a maggio e’ frutto di uncontesto economico depressivo segnato da una crisi profonda eda un crollo senza precedenti dei consumi delle famiglie,come evidenziato oggi anche da Confcommercio, che sono scesia livelli record registrando quota -3,4 per cento nel primotrimestre dell’anno. Lo afferma la Cia-Confederazioneitaliana agricoltori, in merito ai dati Istat.

D’altra parte, le famiglie spendono ormai piu’ del 60 percento del loro reddito mensile solo per affrontare le speseobbligate, dalle utenze domestiche fino all’abitazione -sottolinea la Cia -. E’ chiaro, quindi, che poi sonocostretti a ”tagliare” su tutto il carrello della spesa,compreso il cibo, tanto piu’ in un mese come maggio in cui lespinte al rialzo dei prezzi hanno interessato soprattutto glialimentari (+3 per cento). Colpa della lunga ondata dimaltempo che per tutto il mese non ha dato tregua allecampagne, con il 50 per cento di piogge in piu’ rispetto allemedie stagionali e allagamenti nei campi che hanno trascinatoin alto le quotazioni al dettaglio di frutta (+9,4 per cento)e verdura fresca (+9,9 per cento). Quello che preoccupa di piu’ oggi e’ che non soltanto 16milioni di famiglie, il 71 per cento, riduce abitualmente gliacquisti per la tavola sia in quantita’ che in qualita’-osserva la Cia- ma il fatto che cominciano a ridursi anche iconsumi dei prodotti alimentari di base, quelli di usoquotidiano: nel primo trimestre dell’anno, infatti, sonocalati addirittura gli acquisti di pasta (-1,6 per cento) elatte (-3,6 per cento). Vuol dire che le famiglie italiane sono in ”trincea” eche la situazione e’ ormai giunta al limite. Per questobisogna assolutamente fare in modo di bloccare l’aumentodell’Iva al 22 per cento dal primo luglio -conclude la Cia-.

Il governo deve capire che non e’ questa la soluzione,perche’ non c’e’ nessuna possibilita’ di ripresa economica sesi attuano misure che abbattono ancora di piu’ i consumidomestici. red/rus

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