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Martedì 11 giugno 2013 - 17:18

Salute: Pediatri, vaccini indispensabile strumento prevenzione

(ASCA) – Roma, 11 giu – Non abbassare la guardia sullacopertura vaccinale e continuare a sostenere la prevenzioneattraverso un dialogo aperto e costruttivo con i genitori. Questo e’ il monito lanciato dai pediatri della Societa’Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) perribadire ancora una volta l’importanza delle vaccinazioni ineta’ pediatrica, quale strumento fondamentale per laprevenzione primaria delle malattie infettive e delle lorocomplicanze.

”Le vaccinazioni rappresentano uno degli interventi piu’efficaci e sicuri a disposizione della Sanita’ Pubblica perla prevenzione delle malattie infettive – sottolinea GianniBona, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Universita’ delPiemonte Orientale presso l’Azienda Ospedaliero-UniversitariaMaggiore della Carita’ di Novara e vicepresidente SIPPS – econ l’eccezione della potabilizzazione dell’acqua, nessuntrattamento ha permesso una riduzione della mortalita’ cosi’significativa. Grazie ai vaccini, infatti, si sono raggiuntirisultati fondamentali come la scomparsa del Vaiolo dal 1980o l’eradicazione della Poliomielite nella Regione Europeadell’OMS dal 2002”. Tuttavia a livello europeo, ancora oggi, gravi casi diinfezioni prevenibili continuano a manifestarsi. Ne e’ unesempio l’epidemia di morbillo verificatasi recentementenell’area della citta’ di Swansea, una contea del Gallesmeridionale, per la quale le autorita’ sanitarie inglesihanno dovuto predisporre un piano di emergenza. Nel corso deltempo si era ridotta la protezione di massa proprio nellefasce d’eta’ piu’ a rischio a causa delle paure, ampiamentediffuse e successivamente dimostrate infondate, circa unpresunto legame tra vaccino e rischio di autismo.

”I gravi avvenimenti accaduti in Galles – osservaPiercarlo Salari, pediatra di Consultorio a Milano ecomponente della Societa’ Italiana di Pediatria Preventiva eSociale (SIPPS) – ci inducono ad inevitabili riflessioni: daun lato e’ necessario informare costantemente i genitorisulle possibili conseguenze e complicazioni di infezioni comeil morbillo, per le quali e’ inaccettabile oggi doverassistere ancora a casi gravemente invalidanti se nonaddirittura fatali; dall’altro non bisogna sottovalutarel’impatto che informazioni scientificamente non autorevoli eopportunamente strumentalizzate possono avere sui genitori,instillando in loro dubbi, timori e preconcetti”.

Per esempio, nel 2010 si e’ verificato un focolaio dimorbillo in Bulgaria e nel 2011 e’ stato riportato un aumentodi casi in generale in diversi Paesi dell’Unione. I datisulla rosolia, inoltre, raccolti in 26 Paesi dell’Ue (UnioneEuropea) e del SEE (Spazio Economico Europeo), indicano chetra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, sono statisegnalati 21.549 casi. Di questi, il 99% e’ stato rilevato inRomania (11.020 casi, 514,6 casi/milione di abitanti) e inPolonia (10.326, 270,3 casi/milione).

Anche le epidemie di parotite continuano a essere motivo dipreoccupazione per la salute pubblica: nel 2010, il tasso dicasi confermati e’ stato dell’1.98 per 100 000 abitanti. Comenegli anni precedenti, la fascia di eta’ piu’ colpita e’stata quella tra i soggetti di 15-24 anni di eta’. I tassipiu’ elevati sono stati riportati nella Repubblica Ceca, ilRegno Unito e in Olanda.

red/mpd

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