Header Top
Logo
Giovedì 29 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Sanita’: Fiaso, al Sud il malato si cura in rete

colonna Sinistra
Venerdì 7 giugno 2013 - 11:31

Sanita’: Fiaso, al Sud il malato si cura in rete

(ASCA) – Roma, 7 giu – Anche al Sud il malato si cura ”inrete”: sempre piu’ ospedali e asl prediligono la presa incarico del paziente da parte di team di professionistisanitari anche di altre aziende. Si chiamano ”reticliniche”, sono oramai 75 al sud e nelle isole egarantiscono assistenza migliore oltre che risparmi. E’quanto rivela uno studio della federazione italiana aziendesanitarie e ospedaliere (Fiaso) in collaborazione con la SDABocconi di Milano e sostenuto da Pfizer Italia in merito alladiffusione delle ”reti cliniche”, in cui si parla anche di”meta-ospedali e meta-asl” dove, come in una ”staffetta”,medici, infermieri e servizi prendono in carico il malato aldi la’ dei confini dell’azienda sanitaria o ospedalieradov’e’ materialmente in cura o ricoverato. Lo studio e’ statopresentato il 7 giugno a Matera, alla presenza dell’Assessorealla salute della Basilicata, Attilio Martorano e del Sindacodi Matera, Salvatore Adduce.

”Una cassetta degli attrezzi a disposizione di manager eprofessionisti sanitari per elevare a livello di sistema leesperienze gia’ maturate sul territorio”, puntualizzaValerio Fabio Alberti, presidente Fiaso e coordinatore dellaricerca.

Nel progettare e mettere in pratica il modello innovativo diassistenza delle ”reti cliniche” i dati dello studiomostrano un sud niente affatto a rimorchio delle regionicentro-settentrionali. Sul totale delle 245 reti censiteinfatti ben 75 sono distribuite a Sud e nelle isole. Unapercentuale pari al 30,6% delle esperienze complessive che e’persino superiore a quella della popolazione assistita nelleregioni meridionali. Insomma per una volta il Meridione e’ inprima linea nell’innovazione sanitaria. Certo, i sistemi diassistenza in Rete realmente funzionanti sono poi soltanto22, mentre molti sono solo parzialmente attivati o ancora infase di progettazione. Ma anche questi sono dati in linea conil resto d’Italia, anche se l’indagine Fiaso rileva anchecome i Piani di rientro dai deficit sanitari (che colpisconotra le altre Campania, Calabria, Abruzzo e Molise)costituiscano un freno all’espansione delle Reti cliniche,richiedendo piu’ concentrazione nel contenimento dei costiche nell’innovazione.Tra le branche specialistiche dove nel Sud ha maggiormentepreso piede il modello delle cure ”in rete” c’e’l’emergenza-urgenza, l’oncologia, la laboratoristica e lasalute mentale.

Per rete clinica regionale si intende ”una forma dicollaborazione stabile e formalizzata tra unita’ operative(piu’ o meno l’equivalente dei vecchi reparti) e/oprofessionisti appartenenti a diverse aziende sanitarie diuna medesima regione, che abbia ad oggetto il processo dicura del paziente, i servizi di supporto o la circolazionedei professionisti e delle conoscenze”.

Sul nazione, la diffusione delle reti cliniche partelentamente in Italia nei primi anni duemila, ma e’ dal 2008che il modello inizia ad espandersi, passando nelle regionicensite da una cinquantina di esperienze alle oltre 140 dellostudio al 2012. Alcune ancora solo ”sulla carta”, ossiaprogrammate ma non ancora avviate. Altre in fase di start upe molte gia’ pienamente funzionanti. Le aree terapeutichedove le reti sono piu’ diffuse sono cardiologia (14esperienze avviate), oncologia (10), neurologia (9), malattierare (8), seguite poi da emergenza-urgenza, centritrasfusionali e cure palliative, che contano 7 esperienzeciascuna. In tutto le Reti cliniche effettivamentefunzionanti censite da FIASO sono 87, con una nettaprevalenza nel Nord Italia.

red/res

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su