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Venerdì 7 giugno 2013 - 11:01

Salute: Cuore, test Cattolica per ‘personalizzare’ terapia con aspirina

(ASCA) – Roma, 7 giu – Messo a punto da ricercatoridell’Universita’ Cattolica- Policlinico A. Gemelli di Roma untest per stabilire la dose giusta di aspirina e i tempicorretti di somministrazione per ogni singolo paziente. Iltest indica l’entita’ e la durata dell’effetto sul targetfarmacologico. Si tratta di uno strumento importante per isoggetti a rischio cardiovascolare per i quali l’aspirina e’un salvavita, come per esempio i pazienti diabetici.

Pubblicato sulla rivista The Journal of Thrombosis andHaemostasis (JTH), lo studio e’ stato presentato oggi inoccasione della Giornata della Ricerca 2013, promossa dallaFacolta’ di Medicina e chirurgia dell’Universita’ Cattolica,quest’anno dedicata a ”Le basi farmacologiche, genetiche ecliniche della terapia personalizzata” e che si svolgepresso l’Auditorium dell’Ateneo del Sacro Cuore.

Lo studio ha preso le mosse dal fatto che in alcunipazienti diabetici l’aspirina sembrava avere meno effettocome se i diabetici fossero a essa resistenti. Per cercareuna spiegazione a questa osservazione clinica ”abbiamostudiato la variabilita’ interindividuale nella rispostaall’aspirina (100 mg una volta al giorno) – spiega CarloPatrono, ordinario di Farmacologia all’Universita’ Cattolicadi Roma e coordinatore della ricerca – misurata a 12 ore dopol’ultima somministrazione, e la velocita’ di recupero dellafunzione piastrinica durante l’intervallo 12-24 ore dopol’ultima somministrazione”.

Per farlo gli esperti hanno messo a punto un testfarmacodinamico collegato al meccanismo d’azionedell’aspirina, che consiste nell’inibizione dell’enzimapiastrinico COX-1 (l’aspirina modifica irreversibilmentel’enzima responsabile della formazione di una sostanzapro-aggregante piastrinica e la durata dell’effetto delfarmaco non dipende dalla sua presenza in circolo, ma dallavelocita’ di ricambio piastrinico, cioe’ il processofisiologico di sostituzione giornaliera di circa il 10% dellepiastrine circolanti da parte del midollo osseo).

”Il test e’ stato sviluppato nel nostro Laboratorio pressol’Istituto di Farmacologia della Cattolica – aggiunge Patrono- e i risultati dello studio, condotto in collaborazione coni diabetologi del Policlinico Gemelli coordinati da GiovanniGhirlanda, hanno dimostrato che l’inibizione della funzionepiastrinica misurata a 12 ore nei pazienti diabetici e’paragonabile a quella di soggetti sani, smentendo quindil’esistenza di una ‘resistenza’ all’aspirina suggerita dastudi precedenti”. Tuttavia, in circa un terzo dellapopolazione studiata (100 pazienti con diabete mellito ditipo 2), e’ emerso che c’e’ un piu’ rapido recuperodell’attivita’ dell’enzima piastrinico, probabilmente a causadi una piu’ rapida produzione di piastrine da parte delmidollo osseo in questi pazienti. ”Questa alterazione puo’essere corretta completamente riducendo l’intervalloposologico da 24 a 12 ore – afferma il farmacologo dellaCattolica -, ma non aumentando la dose di aspirina. Il testfarmacodinamico da noi proposto dovrebbe consentire quindi dipersonalizzare il regime posologico di aspirina in condizionicliniche caratterizzate da un’alterata cinetica midollare dirigenerazione piastrinica”. In altri termini, ai soggettiche al test dimostrino di avere un accelerato ricambio deltarget farmacologico bisognera’ dare dosi di farmaco piu’ravvicinate, ma non aumentare la dose. red/mpd

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