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Giovedì 6 giugno 2013 - 17:58

Agricoltura: Cia, bio vale 3 mld euro, bene maxi sequestro Gdf

(ASCA) – Roma, 6 giu – Sono molto importanti operazioni comeil maxi-sequestro di stamattina ad opera della Guardia diFinanza e dell’Ispettorato repressione frodi del ministerodelle Politiche agricole, che ha portato alla confisca di 800tonnellate di semi di soia provenienti dall’India e di 340tonnellate di panello e olio di colza turchi, falsamentecertificati come ‘bio’ e contaminati da sostanzefitosanitarie nocive. Ora piu’ che mai e’ necessariomantenere alta l’attenzione sul settore, intensificando icontrolli soprattutto sui prodotti importati da Paesi terzinon in equivalenza. Lo afferma in una nota la Confederazione italianaagricoltori (Cia) sottolineando che continuano gli attacchidella pirateria a uno dei segmenti piu’ dinamicidell’agroalimentare. Nonostante la crisi, infatti -sottolinea l’associazione di categoria – il biologicocontinua ad accrescere il suo ”appeal”, tanto che oggi treitaliani su quattro dichiarano di acquistare prodotti bioalmeno una volta al mese. Ma e’ proprio lo stato di salutecrescente di questo segmento a ”fare gola” aiprofessionisti del falso. In Italia la spesa per il ‘bio’ e’ aumentata nel 2012 del7,3%, mettendo a segno il settimo aumento tendenzialeconsecutivo. E alimentando cosi’ – evidenzia la Cia – un girod’affari che in Italia vale 3 miliardi di euro, ma che alivello mondiale ha raggiunto la quota di 55 miliardi didollari l’anno. Ma proprio perche’ si tratta di un mercato in continuaespansione – osserva la Cia – il settore del biologico e’sempre piu’ spesso vittima di truffe di questo genere. Perquesto, oggi bisogna lavorare sulle regole e prevederepolitiche ”ad hoc” che controllino i mercati. Bisognaadottare ”tolleranza zero” nei confronti di chi mette arischio la sicurezza alimentare dei consumatori e mina lacredibilita’ dell’intero sistema agroalimentare nazionale. E’indispensabile, per questo, inasprire sanzioni e pene -continua la Cia – e lavorare sulla trasparenza in tutti ipassaggi della filiera. Soprattutto – conclude la Cia – sono necessari piu’controlli sui prodotti importati dai Paesi non inequivalenza, dove cioe’ i metodi di produzione biologica egli organi di controllo non sono ritenuti equivalenti ainostri, prestando ancora piu’ attenzione ad autorizzazioni ecertificati di conformita’ degli importatori. com-stt/rus

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