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Lunedì 3 giugno 2013 - 19:56

Diabete: In Italia crollano i ricoveri per complicanze acute (-51%)

(ASCA) – Roma, 3 giu – Nel nostro Paese, i ricoveri per lecomplicanze acute del diabete (crisi ipoglicemiche eiperglicemie complicate da cheto acidosi e iperosmolarita’)nel decennio 2001-2010, hanno fatto registrare un calo del51%. E’ quanto dimostra una ricognizione fatta a quattro manida ricercatrici dell’Istituto Superiore di Sanita’ (FlaviaLombardo e Marina Maggini) e del Dipartimento di ScienzeMediche dell’Universita’ di Torino (Gabriella Gruden, membrodel Comitato Scientifico SID e Graziella Bruno,past-president SID, sezione regionale Piemonte e Valled’Aosta e coordinatore degli Standard di Cura italiani deldiabete), in un lavoro tutto a firme ”rosa’, pubblicatosull’ultimo numero di PLos One. Si tratta del primo studio adaver esaminato i trend nazionali di ricoveri per complicanzeacute del diabete in un periodo temporale cosi’ ampio.

In questo lasso di tempo sono stati oltre 7,6 milioni iricoveri correlati al diabete in Italia; tra questi, il 3,5%(266.374 ricoveri) e’ stato generato dalle complicanze acutedella malattia, ovvero da episodi di coma ipoglicemico (5,6%dei ricoveri per complicanze) o da complicanze iperglicemiche(chetoacidosi e iperosmolarita’), che rappresentano ben il94,4% dei ricoveri per complicanze acute. ”I ricoveri ospedalieri per chetoacidosi e iperosmolarita’ -spiega la professoressa Graziella Bruno – sono in larga parteevitabili attraverso l’istruzione del pazienteall’automonitoraggio glicemico e alla rapida correzionedell’iperglicemia, spesso presente in corso di altre malattieacute intercorrenti. Il rapido contatto con il diabetologo inmolti casi consente di evitare che il perdurare delloscompenso iperglicemico progredisca fino a richiedere ilricorso alle cure ospedaliere”. ”L’ipoglicemia continua a rappresentare un’importanteemergenza tra i pazienti con diabete – affermaStefano DelPrato, presidente della Societa’ Italiana di Diabetologia -ed e’ largamente dovuta alle stesse terapie anti-diabetiche;e’ causa di preoccupazione per la persona con diabete e puo’rappresentare il fattore precipitante per condizioni anchepiu’ serie, come un evento acuto cardiovascolare”.

La probabilita’ di essere ricoverati per complicanze deldiabete, su entrambi i versanti dell’ipoglicemia edell’iperglicemia, resta ancora alta tra le fasce d’eta’ piu’giovani; in particolare, tra i ragazzi con meno di 19 anni lafrequenza di ricoveri per complicanze acute del diabeterisulta 10 volte superiore, rispetto agli ultra 65enni;mentre nella fascia tra i 20 e i 44 anni i ricoveri percomplicanze acute sono il doppio che tra i pazienti di oltre65 anni.

Molto ampio e’ il divario registrato tra le diverse regioni,con differenze fino al 300% nel tasso di ricoveri (tra quellacon il maggior numero e quella col minor numero di ricoveri)nel 2010. In particolare, i tassi di ricovero per 1.000persone con diabete nel 2010 sono stati del 6,2% nelleregioni del Nord, del 7,5% al Centro e del 7,8% al Sud. Meno brillante e’ infine il dato della mortalita’ ospedalieratra i pazienti ricoverati per complicanze acute del diabete,che e’ rimasta praticamente invariata nel decennio in esame,attestandosi sul 7,6% (16.402 casi). Addirittura in aumentoe’ invece la mortalita’ per coma ipoglicemico, passatadall’1,9% del 2009 al 3,1% nel 2010.

red/mpd

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