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Giovedì 30 maggio 2013 - 12:46

Infanzia: Unicef, nel mondo 93 mln bambini disabili, fragili e esclusi

(ASCA) – Roma, 30 mag – -”Secondo la stima piu’ diffusacirca 93 milioni di bambini – 1 su 20 di quelli al di sottodei 14 anni – convivono con una disabilita’ moderata ograve.

Nei Paesi in via di sviluppo i bambini con disabilita’ sonogli ultimi tra gli ultimi, i piu’ trascurati evulnerabili”.

E’ l’impressionante dato dichiarato da Giacomo Guerrera,presidente di Unicef Italia nel presentare oggi a Roma,presso la sede del Coni, il rapporto dell’agenzia Onu daltitolo ”La condizione dell’infanzia nel mondo 2013-Bambini edisabilita”’.

Ne emerge ”che circa 165 milioni di bambini sotto icinque anni abbiano un ritardo nella crescita o sianocronicamente malnutriti, vale a dire circa il 28% dei bambinisotto i cinque anni nei Paesi a basso e medio reddito. Leconseguenze della malnutrizione cronica li rendono a rischiodi disabilita’; le carenze cognitive e lo scarso rendimentoscolastico iniziano quando i bambini malnutriti sono moltopiccoli, e diventano irreversibili quando essi superano i dueanni”, ha indicato ancora Guerrera. Ad ascoltarlo, oltre alpresidente del Coni, Giovanni Malago’, il viceministro delLavoro e delle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra;l’Autorita’ garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, VincenzoSpadafora; il Presidente del Comitato paralimpico, LucaPancalli; il Capo dipartimento del ministero per le Pariopportunita’, Patrizia De Rose. ”Tra i 250mila e i 500mila bambini – ha proseguito ilrapresentate di Unicef Italia – sono a rischio di diventareciechi per mancanza di vitamina A, che costa solo pochicentesimi. Ogni anno i bambini rappresentano circa il 20-30%di tutte le vittime di mine terrestri e residuati belliciesplosivi. Dal 1999, sono state registrate almeno 1.000vittime minorenni ogni anno”.

Il Rapporto Unicef afferma che i bambini con disabilita’hanno minori possibilita’ di ricevere cure mediche o diandare a scuola. Sono tra i piu’ vulnerabili alla violenza,agli abusi, allo sfruttamento e all’abbandono, in particolarmodo se sono nascosti o istituzionalizzati, come succede amolti a causa dello stigma sociale o dei costi percrescerli.

”Quando si vede la disabilita’ prima di vedere ilbambino, non e’ un danno solo lui, ma si sottrae allasocieta’ tutto cio’ che il bambino puo’ offrire,” ha dettoil Direttore generale dell’Unicef, Anthony Lake a Da Nang, inVietnam, dove si e’ svolto il lancio internazionale delRapporto. ”Perche’ i bambini con disabilita’ contino, devonoessere contati: alla nascita, a scuola e nella vita”, haaggiunto Lake.

Per molti bambini con disabilita’, infatti, l’esclusionecomincia gia’ il primo giorno di vita se non vengonoregistrati alla nascita. Senza riconoscimento ufficiale, sonoesclusi dai servizi sociali e dalla protezione legale,elementi cruciali per la loro sopravvivenza e le loroprospettive. L’emarginazione puo’ solo aumentare con ladiscriminazione. Cosi’ il presidente di Unicef Italia, Guerrera, haosservato come ”i bambini con disabilita’ e le lorocomunita’ avranno benefici se la societa’ si concentra sucio’ che essi possono realizzare, anziche’ su cio’ che nonpossono fare. Non possiamo sognare un Paese in cui ci siagiustizia sociale e inclusione se non garantiamo alle personecon disabilita’, soprattutto bambini e adolescenti, lapossibilita’ di esercitare pienamente i loro diritti”.

com-stt

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