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Giovedì 30 maggio 2013 - 10:39

Crisi: Coldiretti, in Ue 8 allarmi su 10 da cibi extracomunitari

(ASCA) – Roma, 30 mag – Nel 2012 l’80% degli allarmialimentari e’ stato provocato da prodotti a basso costoprovenienti da Paesi fuori dall’Unione Europea. E’ quanto emerge dal primo dossier sui ”Rischi dei cibilow cost” presentato a Bruxelles dalla Coldiretti che chiedeper l’Italia ”un piano strategico nazionale per aumentaredel 10%, entro 5 anni, la copertura del fabbisogno alimentarenazionale”. Dal rapporto emerge che nel 2012, in base al sistema diallerta comunitario per la prevenzione dei rischi alimentari,il maggior numero di allarmi e’ arrivato nell’ordine da Cina,India e Turchia. Un esempio e’ l’alert registratosull’importazione di nocciole e pistacchi dalla Turchia,contaminati da muffe e aflatossine e spesso utilizzati persnack low cost. Ma nel 2012 – continua la Coldiretti – sono ancheaumentate del 38% le importazioni in Italia di miele naturaledalla Cina per un totale di 1,7 milioni di chili, a fronte diuna produzione nazionale stimata in 8 milioni di chili. Dopo che la scoperta di antibiotici nella produzionecinese aveva di fatto azzerato gli arrivi in Europa adesso unnuovo allarme – informa la Coldiretti – riguarda il rischiodella contaminazione da organismi geneticamente modificati(Ogm) che non sono autorizzati nel Vecchio Continente. Un problema che riguarda anche il riso importato dallaCina e quello dagli Usa che ha aumentato l’export versol’Italia del 12 % nel 2012, dopo che nel passato erascoppiato lo scandalo dell’importazione illegale in tutto ilmondo di riso geneticamente modificato non autorizzato. Se si vanno poi ad analizzare i singoli paesi, l’ultimoRapporto annuale sui residui dei pesticidi negli alimentielaborato dall’Efsa (Agenzia europea per la sicurezzaalimentare) evidenzia risultati particolarmente negativi -precisa la Coldiretti – per il pepe indiano (irregolare il59% dei casi), per il pomodoro cinese (irregolare il 41%),per le arance egiziane (irregolare il 26%), per l’aglioargentino (irregolare il 25%) e per le pere slovene(irregolari il 25%). La maggioranza del succo di arancia consumato in Europa,poi, proviene dal Brasile sotto forma di concentrato al qualeviene aggiunta acqua una volta arrivato nello stabilimento diproduzione, a differenza di quanto avviene per la spremuta. ”Se l’Europa vuole difendere la salute dei propricittadini,e tutelare l’ambiente e il territorio comunitariodeve investire sulla propria agricoltura” ha affermato ilpresidente della Coldiretti, Sergio Marini. ”La politicaagricola – ha sottolineato – e’ l’unica politica veramenteintegrata dell’Unione europea e occorre far si che con lariforma si premi chi lavora e vive di agricoltura, chiproduce in modo sostenibile, chi produce cibo. Una esigenzaper l’Italia dove – conclude Marini – occorre un pianostrategico nazionale per aumentare del 10%, entro 5 anni, lacopertura del fabbisogno alimentare nazionale, anche conpolitiche di salvaguardia del suolo agricolo e delle risorsenaturali”.

com-stt/cam/bra

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