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Lunedì 27 maggio 2013 - 12:31

Sedicenne uccisa: Marziale, famiglie e scuola possono intervenire

(ASCA) – Catanzaro, 27 mag – ”Non si puo’ comprendere finoin fondo un fatto cosi’ raccapricciante se non lo sicontestualizza ad una fenomenologia che connota i tratti diuna generazione indotta, piu’ che incline per natura,all’esercizio della violenza”: e’ quanto dichiara ilsociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio suiDiritti dei Minori, in relazione alla barbara uccisione diuna sedicenne, a Corigliano Calabro (Cs), ad opera delproprio fidanzato coetaneo.

”Non esistono videogiochi, film e altre dinamiche medialiche non contemplino la violenza come strumento per vincereuna partita o risolvere una questione. Mettiamoci poi che lasocieta’ reale e’ allo stato pervasa da disordini di variogenere che inducono alla violenza, allora ecco – affermaMarziale – che il quadro e’ completo. A nulla serve guardarealla locazione del dramma, nel senso che avviene in Calabriacosi’ come sta avvenendo in ogni angolo d’Europa ed’America.

Siamo al cospetto di una preoccupante fenomenologia globaleda annoverarsi nell’ambito dell’emergenza educativa a cuipiu’ volte si e’ riferito Papa Ratzinger nel corso delproprio pontificato”.

”Ma – continua Marziale – piu’ che le disamine contano lesoluzioni e non c’e’ da guardare all’orizzontedell’innovazione per ricercarle, bensi’ nella tradizione,ossia nel ricentraggio qualitativo del ruolo della famiglia edella scuola, primarie agenzie di educazione soppiantate damodelli educativi alternativi, come i mass media, moltospesso delegati dagli stessi educatori. Ne leggi ne punizionisevere possono ridurre gli effetti nefasti di tale edrammatica situazione quanto i genitori e gli insegnanti, lacui mancata incisivita’ ci porta a dover piangere sulle baredi giovani vittime e sul destino di giovani assassini. AlloStato – conclude il presidente dell’Osservatorio – si chiedesoltanto di smetterla con i tagli all’istruzione”.

red/mpd

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