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Sabato 25 maggio 2013 - 13:19

Don Gallo: card. Bagnasco, attratto dai feriti nel corpo e nell’anima

(ASCA) – Genova, 25 mag – Don Andrea Gallo ”svolse il suo ministero sacerdotale con lo sguardo ed il cuore attratti da coloro che portavano piu’ evidenti le ferite del corpo e della vita, quelle dell’anima come il samaritano del Vangelo. Come missione di ogni sacerdote ha cercato di lenire i dolori di chi incontrava con l’olio della consolazione ed il vino della fiducia ridonando speranza per guardare al domani”. Cosi’ l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata questa mattina durante i funerali del sacerdote genovese presso la chiesa di N.S. del Carmine. Dopo aver ricordato brevemente la vita di don Gallo, riferisce il Sir, il card. Bagnasco ha ripercorso la fondazione della comunita’ di San Benedetto al Porto: ”Comincio’ quasi alla spicciolata aprendo la porta a chi bussava e cercava calore. La comunita’, da iniziale ricovero, divento’ abbraccio fecondo di chi si sentiva o appariva ai margini forse senza nome”. ”Don Andrea – ha aggiunto ancora il porporato – sapeva che la sua era una risposta a coloro che per motivi diversi sono percossi dalla vita. Una risposta alle tante malattie che tolgono la luce ma non la voglia di cercare o di attendere un sorriso e una carezza”. Per il card. Bagnasco, don Gallo ”sapeva che era la sua risposta e non pretendeva che fosse di tutti perche’ la fantasia del bene e’ grande ed e’ percorsa con generoso sacrificio da molti”. L’omelia di Bagnasco e’ stata interrotta dal canto ‘Bella ciao’ e da alcune grida di dissenso fuori e dentro la chiesa. A quel punto, riferisce il Sir, ha avuto l’accortezza di intervenire una delle collaboratrici di don Gallo e segretaria della Comunita’ di San Benedetto che, al microfono, ha voluto ribadire la verita’ dei fatti sui rapporti squisitamente ecclesiali tra don Gallo e il ”suo” arcivescovo: ”Voi non rispettate la Chiesa, voi non rispettate don Andrea. Lui aveva un profondo rispetto per il suo vescovo. Impariamo ad ascoltare tutte le voci come lui ha ascoltato noi”. red/int

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