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Venerdì 24 maggio 2013 - 20:59

Ricerca: ‘identikit’ molecolare per il piu’ aggressivo tumore cerebrale

(ASCA) – Roma, 24 mag – Ricercatori della Facolta’ diMedicina e Chirurgia ”A. Gemelli” dell’Universita’Cattolica di Roma hanno tracciato l’identikit biomolecolaredel piu’ aggressivo tumore cerebrale, il glioblastomamultiforme e del tessuto che si trova intorno al tumore(peritumorale). Questo tessuto, apparentemente normale allarisonanza magnetica, e’ la sede della recidiva del tumore nel90% dei casi. Proprio per questo al suo interno vanno cercatele chiavi per sconfiggere il glioblastoma, che appareaggressivo e variegato. In particolare, la caratterizzazionegenica del tessuto peritumorale ha dato interessantiinformazioni sui principali geni e sulle proteine, chegiocano un ruolo fondamentale nella progressione del tumore epotrebbero rappresentare la base per la messa a punto di unaterapia personalizzata. La determinazione del profilo genico, condotta grazie aifinanziamenti ottenuti nell’ambito di un progetto FIRBcoordinato da Giulio Maira, Direttore dell’Istituto diNeurochirurgia dell’Universita’ Cattolica, e’ derivata dallacollaborazione tra genetisti, biologi molecolari, istologi eanatomopatologi e si e’ tradotta in una recente pubblicazionesulla rivista Plos One, firmata tra gli altri in qualita’ diprimo autore da Annunziato Mangiola, ricercatore diNeurochirurgia, e da Gigliola Sica, Direttore dell’Istitutodi Istologia ed Embriologia della Cattolica di Roma.

Il glioblastoma multiforme e’ un tumore del cervello checolpisce circa 8 persone ogni centomila abitanti con unasopravvivenza media di 13-14 mesi.

Il problema principale di questo tipo di cancro e’ cheinevitabilmente recidiva dopo essere stato rimossochirurgicamente e trattato con radio e chemioterapia. Negliultimi anni si e’ via via compreso che il tessuto cerebralelimitrofo al tumore e’ alterato anche in assenza diinfiltrazione da parte di cellule tumorali. Quest’ultimo nonera mai stato caratterizzato nel dettaglio finora da un puntodi vista genetico e molecolare. Poiche’ il tessutoperitumorale e’ sede del 90% delle recidive ci si e’ anchechiesto se in esso si annidassero delle staminali del cancro,fonte di nuovi tumori. I ricercatori dell’Universita’Cattolica hanno dimostrato che il tessuto peritumorale e’sede di profonde alterazioni di tipo biochimico e funzionalee puo’ presentare cellule staminali putative, anche seall’esame istologico e’ apparentemente normale. Inoltre essihanno messo a confronto il tumore ed il tessuto peritumoralesenza segni di chiara infiltrazione neoplastica con tessutonormale prelevato da soggetti operati a livello cerebrale perpatologie non tumorali. ”E’ emerso che il tessutoperitumorale ha un profilo di espressione genica (cioe’ unpattern di geni ”on” ed ”off”) molto diverso dal tessutosano – spiegano Sica e Mangiola -. Quindici geni tra quellivalutati funzionano troppo (over-espressi), oltre 40funzionano troppo poco (sotto-espressi) rispetto al tessutonervoso sano, ma il profilo genico globale presenta notevolisimilitudini con quello del glioblastoma. Questo e’ il segnoche nell’area peritumorale vi e’ una situazione simile a unaprecancerosi”. La determinazione dell’espressione genica deltessuto peritumorale nel singolo paziente potrebbe condurrealla messa a punto di terapie mirate per impedire che iltumore si ripresenti.

red/mpd

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