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Mercoledì 22 maggio 2013 - 19:45

Ricerca: da studio italiano cura per atrofia muscolare spino-bulbare

(ASCA) – Padova, 22 mag – Uno studio condotto da GianniSoraru’ dell’Universita’ di Padova ha rivelato che l’uso delclenbuterolo, un comune antiasma, puo’ curare una patologiarara e invalidante: l’atrofia muscolare spino-bulbare.

Conosciuta anche come malattia di Kennedy, e’ una patologiatrasmessa geneticamente ai soli individui di sesso maschile ecausa una lenta e progressiva debolezza e atrofia muscolarecon difficolta’ soprattutto nella deambulazione associatespesso a sintomi bulbari (difficolta’ a deglutire edarticolare le parole) e talora respiratori.

Soraru’, ricercatore del Dipartimento di Neuroscienzedell’Universita’ di Padova, ha scoperto la grandepotenzialita’ del farmaco grazie a una sperimentazioneclinica, condotta su venti pazienti, che e’ stata riportatadalla prestigiosa rivista internazionale Neurology .

Il farmaco, che ha il grande vantaggio di essere gia’disponibile in commercio, ha migliorato significativamente lavita dei pazienti. ”La sperimentazione che abbiamo condottosomministrando il clenbuterolo per via orale – ha spiegatoSoraru’ a Osservatorio Malattie Rare – ha avuto un grandesuccesso.

La forza fisica dei pazienti e’ migliorata sensibilmente,senza effetti collaterali di rilievo. Per questo abbiamo oraintenzione di istituire un trial clinico piu’ ampio, dacondurre in doppio cieco. Invito quindi i pazienti italiani acontattare l’ Ambulatorio Malattie del Motoneuroni delPoliclinico Universitario di Padova, per una prima faseinformativa, inviando una mail a gianni.soraru@unipd.it ;oppure chiamando lo 049 8211943 in orario mattutino”.

La malattia di Kennedy ha una prevalenza di circa 1/30.000nati maschi. I sintomi solitamente compaiono tra i 30 e i 60anni, con tremore, i crampi muscolari, l’affaticamento e ladisartria. Man mano che la malattia progredisce, i pazientisviluppano anche debolezza e atrofia dei muscoli bulbari edegli arti, manifestando disartria, disfonia, tic muscolari,atrofia linguale, difficolta’ alla masticazione e anomaliedel movimento. Il declino cognitivo e’ minimo o assente. red/mpd

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