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Mercoledì 22 maggio 2013 - 18:20

Chiesa: don Gallo prete scomodo vicino agli ultimi e amico di De Andre’

(ASCA) – Roma, 22 mag – Con la scomparsa di don Andrea Galloall’eta’ di 84 anni la Chiesa italiana perde una delle suevoci piu’ ‘scomode’ ma anche profetiche anche se da sempre’border line’ rispetto alle posizioni dell’episcopatoitaliano. Un prete ‘da marciapiede’ che sara’ ricordato peressere sempre stato sul fronte ”degli ultimi” e che non sie’ mai nascosto dietro l’ ”ecclesialese” per rivolgersi conparole e posizioni chiare anche su temi scottanti comel’omosessualita’, la poverta’ della Chiesa, l’antifascismo, itemi di bioetica.

Riferimento soprattutto per le nuove generazioni, grandeamico e confidente, fino alla sua morte, del cantautoreanarchico Fabrizio De Andre’, si e’ cimentato a piu’ ripresecon opere teatrali, letteratura e addirittura musicali,prestando la sua voce, ad esempio, ad un lavoro quale”Appunti partigiani” prodotto dai Modena city rambles. Daanni era animatore della Comunita’ di San Benedetto al Porto,che ospita ragazzi in difficolta’.

All’interno della parrocchia Canonica della Parrocchia dellaSS. Trinita’ e di San Benedetto, sede della Comunita’, donGallo sceglieva spesso di concludere la messa intonando,insieme ai fedeli, il popolare canto partigiano ”Bellaciao”. Il sacerdote era stato anche tra gli animatoriprima, e tra i difensori poi, del movimento dei giovanidurante i drammatici giorni del G8 di Genova. Andrea Gallo, come lui stesso ha ricordato, fin dapiccolo, ma dopo una esperienza partigiana nel secondoconflitto mondiale, si senti’ attratto dalla spiritualita’dei salesiani di Giovanni Bosco, ed entro’ nel 1948 nel loronoviziato di Varazze, proseguendo poi a Roma gli studiliceali e filosofici. Nel 1953 chiese di partire per lemissioni, e venne mandato in Brasile, a San Paolo, dovecompi’ gli studi teologici. Venne ordinato sacerdote ad Ivreail 1* luglio 1959. Nel 1964, per alcune incomprensioni,decise di lasciare la congregazione salesiana e chiese diincardinarsi nella diocesi genovese . Dopo vari scontri eincomprensioni con le autorita’ di Curia, don Gallo con unpiccolo gruppo diede vita ad una comunita’ di base, laComunita’ di San Benedetto al Porto. Da allora si e’impegnato sempre di piu’ per la pace e nel recupero degliemarginati.

Le sue condizioni si erano aggravate nelle ultimesettimane e, a causa di problemi di tipo cardiaco erespiratorio, era stato ricorverato all’Ospedale San Martinodi Genova, quindi il sacerdote aveva fatto ritorno nella suacomunita’ seguito da uno staff di medici-amici. L’ultima suafatica letteraria e’ stata dedicata al nuovo Pontefice. Illibro, ”In cammino con Francesco” per le edizioni”Chiarelettere ”, ci lascia i suoi ultimi pensieri sulfuturo della Chiesa e le attese di almeno una parte deicredenti.

”Con l’elezione di Francesco tutto e’ possibile. – hascritto con Gallo – I primi segnali sono di rottura con ilpassato e con un’idea di Chiesa arroccata e chiusa in sestessa. Le questioni che il nuovo papa dovra’ affrontare sonotante e gravi”.

”Si riuscira’ a dirottare la prua della nave di Pietro dauna cristianita’ in dispersione e pesantemente attraversatadal male verso la comunione e la comunita’ dei discepoli,risalendo alle genuine fonti evangeliche? Nessuno puo’nascondere la situazione drammatica: la nostra amata Chiesae’ fredda e scostante e in questi ultimi anni ha persocredibilita’ rispetto a questioni fondamentali. Come haaffrontato lo scandalo degli abusi sessuali? Non sarebbe ilmomento di cambiare le modalita’ con cui vengono nominati ivescovi, prevedendo un maggiore coinvolgimento dei fedeli?Non si potrebbe mettere in discussione il celibatoobbligatorio dei preti? Perche’ non considerare l’ordinazionefemminile?”. Queste sono le domande, non certo semplici, checi lascia.

Gc/

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