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Martedì 21 maggio 2013 - 13:48

E.Romagna/Sisma: Geologi, un anno dopo nessun intervento normativo

(ASCA) – Bologna, 21 mag – Ad un anno dal terremoto in EmiliaRomagna, Lombardia e Veneto, Gian Vito Graziano, presidentedel Consiglio nazionale dei geologi, critica fortemente ilfatto che non sia stata apportata alcuna innovazionenormativa a livello nazionale. ”Se e’ vero che il crollo di San Giuliano di Puglia diedelo spunto a quell’Ordinanza di Protezione Civile (OPCM n.

3274/2003), che si trasformo’ poi nel primo embrione delleNorme tecniche sulle costruzioni, se e’ vero che il terremotodell’Abruzzo porto’ alla definitiva applicazione della nuovanormativa sismica, e’ altrettanto vero che dopo il terremotodell’Emilia – Romagna , l’alluvione di Giampilieri, quella diGenova, quella alle Cinque Terre, dopo la frana di Saponara,ecc. ed il contestuale e triste conteggio di lutti, feriti,danni e senza casa, nulla piu’ e’ stato fatto in termini diinnovazione normativa. Tutto e’ rimasto come prima, neancheun nuovo articolo di legge e’ stato introdotto”, scriveGraziano in una nota dopo essere intervenuto a Bologna ad unaconferenza organizzata dal Servizio geologico regionale. ”In Italia si preferisce rimandare, si preferiscemantenere una legge urbanistica che ormai ha fatto il suotempo – ha aggiunto Graziano – e non si riesce nemmeno adapportare alcune necessarie correzioni alle Normetecniche”.

”Quando – si legge nel comunicato – a pochi giorni dalterremoto dell’Emilia Romagna, in audizione all’VIIICommissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici dellaCamera dei Deputati proponemmo di integrare il certificato diagibilita’ sismica con una verifica delle interazioni con iterreni di fondazione in considerazione dei fenomeni diliquefazione che si erano verificati in quelle aree, icomponenti della Commissione ascoltarono con molto interesse,a tal punto che il suo Presidente fece propria la nostraindicazione, portandola poi autorevolmente in Parlamento comeproposta a sua firma. Una proposta – sottolinea il Consigliodei geologi – che avrebbe garantito una maggiore sicurezzadegli edifici e di quei capannoni industriali che erano statioggetto di crolli. Una proposta che conteneva il concetto di’effetti di sito’, precludeva ad una prima attivita’provvisoria di verifica macrosismica, per poi, quandonecessario, passare alla piu’ dettagliata microzonazione. Laproposta non venne accettata dal Parlamento”, conclude ilcomunicato.

com-stt

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