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Lunedì 20 maggio 2013 - 17:00

Crisi: Bagnasco, Italia tra poverta’ e angoscia. Priorita’ e’ lavoro

(ASCA) – Roma, 20 mag – ”Abbiamo il dovere di dare voce allepreoccupazioni crescenti e al disagio sociale diffuso, allamoltitudine di giovani che non trovano lavoro, a quanti,anche avanti negli anni ma senza possibilita’ di pensione,l’hanno perso, a quanti sono in ambascia per l’incertezza deldomani, a coloro che oggi sono scesi al livello dellapoverta’ e a volte dell’angoscia”. Lo ha affermato ilpresidente della Conferenza episcopale italiana, card. AngeloBagnasco, nella prolusione di apertura dei lavori della 65.maAssemblea generale della Cei fotografando l’attualecondizione in cui si trova l’Italia.

”C’e’ da chiedersi – ha aggiunto il card. Bagnasco – quale’ la lama piu’ dolorosa nella carne della gente’? Quella chechiede interventi immediati ed efficaci perche’ ogni giornoe’ in gioco il giorno dopo’? Il lavoro, diceva recentemente ilSanto Padre, e’ un elemento fondamentale per la dignita’ diuna persona. Il lavoro, per usare un’immagine, ci ”unge’ didignita’, ci riempie di dignita””.

Affinche’ il lavoro veramente ”unga” di dignita’ ognilavoratore, ha sottolineato il presidente della Cei, ”nondeve diventare, quando c’e’, talmente invasivo da impediresia il necessario riposo fisico e spirituale, sia lapossibilita’ di coltivare i rapporti con gli altri, tenendoconto che i primi rapporti sono quelli della famiglia. E’ deltutto evidente che il lavoro domenicale impedisce che lafamiglia si ritrovi unita in un tempo disteso e comune dadedicare a se stessa, agli altri e, se credente, a Dio e allacomunita’ cristiana. Considerare cio’ di poco conto, magaricon la giustificazione di lasciare il lavoro festivo comeun’opzione, significa sottomettere la persona all’economia,senza peraltro evidenti vantaggi, con danni incalcolabili perla tenuta della societa’ intera”. Le statistiche pubbliche sul lavoro e l’occupazione, haricordato il card. Bagnasco, ”sono eloquenti e non ammettonorepliche” e come emerge nel recente Rapporto-proposta sullavoro della Cei, ”siamo convinti che e’ possibile superarela crisi con un forte e deciso piano industriale che,tenendo in casa il patrimonio e la professionalita’ italiana,rilanci con tenacia la produzione nazionale insieme allanecessaria attenzione finanziaria”. dab/gc

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