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Sabato 18 maggio 2013 - 11:49

Maltempo: Coldiretti, -30% raccolti al Nord. E’ stato di… (1 Update)

(ASCA) – Roma, 18 mag – Almeno il 30 per cento di raccolti inmeno per le principali produzioni del nord Italia: e’ ildrammatico bilancio dell’ultima ondata di maltempo che hafatto salire il conto dei danni di una primavera impazzita,che ha rovinato il lavoro di un intero anno di migliaia diagricoltori e allevatori italiani. Lo rivela la Coldiretti,che chiede di avviare le procedure per la dichiarazione dellostato di calamita’ naturale per territori piu’ colpiti. Dal Piemonte alla Lombardia, dall’Emilia Romagna alVeneto, le campagne sono sott’acqua – sottolinea laColdiretti – con decine di migliaia di ettari di terrenoallagati perche’ non riescono piu’ ad assorbire leprecipitazioni cadute in misura straordinaria come dimostrala piena del po che e’ significativa della situazioneidrogeologica complessiva con tracimazioni e allagamentidffusi. Non c’e’ raccolto che non sia compromesso, dal pomodoro alriso, dalle patate alla frutta, dalla soia al mais fino alfieno che rimane a marcire nei campi con gravi problemi perl’alimentazione degli animali. In Piemonte – prosegue l’associazione – le eccessivepiogge si sono abbattute sul riso con punte in alcuni comunidel vercellese e del novarese di oltre il 50 per cento didanno. Nelle altre province da Alessandria a Cuneo, da Asti aTorino e’ la produzione del mais ad essere colpita con calipercentuali oscillanti tra il 30 e il 45 per cento. Rovinata anche per almeno il 30 per cento la raccolta delfieno maggengo a causa delle piogge che hanno ritardato ilprimo taglio. Notevoli ritardi si segnalano anche sulleproduzioni frutticole dove i tecnici Coldiretti rilevano comesia stata compromessa di almeno il 30 per cento la fase diallegagione dei fiori. In Veneto si calcola che si e’ praticamente dimezzato ilraccolto di soia e mais ma e’ danneggiato anche il 20 percento del fieno nella Regione con il maggior numero diallevamenti da carne in Italia. Le fragole pronte per ilmercato sono sott’acqua nel veronese dove si registra lameta’ dell’allegagione rispetto agli anni scorsi per susine,pesche, nettarine e albicocche mentre le ciliegie si sonospaccate prima della maturazione per la troppa acqua. Nel padovano – riferisce ancora la Coldiretti – arimetterci e’ soprattutto il mais, le cui semine sonobloccate al 50 per cento, ma anche la soia mentre il granosta maturando con difficolta’ a causa delle continue piogge,cosi’ come gli ortaggi a pieno campo sono compromessi daicontinui allagamenti. In Emilia Romagna l’eccesso di pioggia sta creandosituazioni generalizzate di crisi per l’agricoltura in quantoi terreni non hanno piu’ capacita’ di assorbimento. Problemigravi per soia, mais e fieno che faranno lievitare i costiper l’alimentazione negli allevamenti dove si produce illatte per il prestigioso parmigiano reggiano o la carne per iprosciutti di Parma .

Nelle province occidentali, soprattutto Piacenza, non e’stato trapiantato il 70 per cento del pomodoro, mentre -continua la Coldiretti – e’ ferma la semina delle patate sianel bolognese (patata Dop di Bologna), sia nel piacentino(patata tradizionale di Mareto). Nel ferrarese stop anche alla semina del riso, che non e’andata oltre il 7 per cento delle semine degli ultimi anni.

In Lombardia le semine delle principali colture come soia emais sono in ritardo di quasi un mese e ci si aspettariduzioni delle rese dal 30 al 50 per cento. Cali produttivi dal 30 al 35 per cento – prosegue laColdiretti – sono previsti per il pomodoro perche’ in molticasi non si riesce a entrare nei campi per mettere a dimorale piantine e danni dal 20 al 30 per cento si contano ancheper meloni e angurie del mantovano e del cremonese e per lemele della Valtellina e per mele e pere IGP del Mantovano. A causare i danni sono stati sicuramente gli effetti delcambiamento climatico che quest’anno al nord si e’manifestato al nord con il 53 per cento di precipitazionicumulate in piu’ rispetto alla media, ma – denuncial’associazione – ha contribuito anche l’azione dell’uomo controppe case, strade e capannoni che hanno ridotto lacapacita’ dei terreni di drenare l’acqua in eccesso,soprattutto in periodi di maltempo come quelli che stiamovivendo. Le condizioni meteo – si sottolinea – diventano ogni annopiu’ estreme e imprevedibili. Con un contesto del genere, iterreni coltivati, grazie alla loro capacita’ diassorbimento, rappresentano un vero e proprio airbag naturalecontro l’impatto dell’acqua. Purtroppo, secondo la Coldiretti l’Italia ha perso negliultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivataper effetto della cementificazione e dell’abbandono che hatagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modellodi sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milionidi aziende agricole nello stesso arco di tempo. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per unequivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) con ilrisultato che in Italia – sottolinea la Coldiretti – oltre 5milioni di cittadini si trovano in zone esposte al pericolodi frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per centodell’intero territorio nazionale. com-rba/sam/ss

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