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Venerdì 17 maggio 2013 - 18:49

Celiachia: Siaic, ecco la proteina che consente la diagnosi precoce

(ASCA) – Torino, 17 mag – Oggi essere celiaci puo’ non esserepiu’ un grave problema sia medico sia sociale. La celiachiaviene riconosciuta e conosciuta per una malattia ”sociale”che desta comunque preoccupazione. Un italiano su cento nonpotrebbe mangiare pasta, pane, pizza, biscotti. Insomma tuttigli alimenti che contengono glutine, prodotti ad esempio conle farine di grano, orzo o segale. Pena svariate patologie,dal malassorbimento dovuto all’abbassamento dei villiintestinali fino a scompensi del sistema immunitario. Sono122mila i casi accertati ogni anno, ma sono 600mila i”sommersi”. Ci si nasce, celiaci, ma ci si diventa, anche.

I ricercatori dell’Istituto Gaslini in occasione dei 75anni di attivita’ dell’Ospedale, in collaborazione conl’Universita’ di Verona hanno sviluppato un test che neisoggetti geneticamente predisposti permette la diagnosiprecoce di celiachia e puo’ aiutare a diagnosticare i casi asintomatologia atipica o silente. I risultati sono statipubblicati sulla rivista Immunologic Research da AntonioPuccetti ricercatore del Laboratorio di Immunologia Clinica eSperimentale dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, incollaborazione professore Claudio Lunardi e dottoressaGiovanna Zanoni dell’Universita’ di Verona C’e’ una nuova,potenziale spia che potrebbe aiutare a svelare precocementela celiachia, superando le attuali difficolta’ nelriconoscimento della malattia. Il test, da eseguireesclusivamente nei soggetti geneticamente predisposti asviluppare la malattia (la sola predisposizione genetica nonbasta per ammalarsi), permette la diagnosi precoce diceliachia e puo’ aiutare a diagnosticare i casi in cui isintomi sono particolarmente sfumati o la patologia non da’alcun segno della sua presenza. La chiave per riconoscere lamalattia si chiama VP7, ed e’ una proteina che stimola laproduzione di anticorpi specifici in seguito all’infezione daRotavirus. Questi anticorpi vengono infatti prodottisolamente nelle persone affette da celiachia e non neisoggetti sani. Con un semplice esame del sangue, quindi, sipu sperare di individuare la patologia, ben prima che inormali esami come la rilevazione della transglutaminasirisultino positivi.

I ricercatori hanno dimostrato che nel sangue di 350 bambiniesaminati erano presenti anticorpi diretti contro la proteinaVP7 del Rotavirus, che comparivano anche dieci anni primadell’insorgenza della malattia.

Il significato della scoperta e’ importantissimo: e’possibile predire l’insorgenza della celiachia con largoanticipo e essere pronti a prendere le dovute misure appenacoscienti dell’insorgenza della malattia.

La celiachia e’ una malattia infiammatoria cronicadell’intestino tenue, dovuta a una intolleranza al glutine(una proteina contenuta in alcuni cereali: frumento, farro,orzo, segale, avena) assunto attraverso la dieta. Secondol’Associazione Italiana Celiachia, i celiaci italianipotrebbero essere 600.000, ma si arriva a una diagnosi soloin un caso ogni 7 persone affette. Nel 2011, il ministerodella salute ha diagnosticato 135.800 casi di celiachia inItalia, con un incremento annuo del 19%. E’ una patologia apredisposizione genetica che per il momento si cura solo conla dieta, eliminando il glutine. ”E’ anche per frenare le false diagnosi che Societa’scientifiche sia gastroenterologiche che immunologiche , fraqueste in particolare la SIAIC – sottolinea DonatellaMacchia consigliera della Siaic Societa’ ItalianaAllergologia e Immunologia – oltre all’Associazione ItalianaCeliaci (AIC) con il gruppo di specialisti che da diversianni coordina il board scientifico, collaborano al fine diformare ed informare sui test validati da effettuare nelsospetto di reazione al grano. Nel caso poi in particolaredelle reazioni allergiche al grano, tutt’altra malattiarispetto alla celiachia, sono da effettuare test presso glispecialisti allergologi che si avvalgono anche di esami moltospecifici quali i test in diagnostica molecolare per laricerca dell’allergia al glutine,esami che si eseguono su unsemplice prelievo di sangue ma la cui interpretazione appuntoe’ compito dell’allergologo, unitamente ai test cutanei(prick test)”. red/mpd

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