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Mercoledì 15 maggio 2013 - 12:03

Terra Futura: Biggeri (Banca Etica), welfare a rischio. Si’ mutualismo

(ASCA) – Roma, 15 mag – Uscire dalla crisi insieme.

Sperimentare nuovi meccanismi di mutualismo, senzarassegnarsi allo smontaggio del welfare che la politica staattuando a colpi di forbici. ”Costruire insieme una regiapolitica diversa, a partire dalle cose che avevamo gia’capito ai tempi del primo Social Forum europeo di Firenze,arricchendole con le lezioni del fare che abbiamo imparato inquesti anni, anche costruendo laboratori misti di riflessionee azione come Terra Futura”. Ugo Biggeri, presidente diBanca Etica di cui e’ stato socio fondatore, oltre cheideatore di Terra Futura, la tre giorni sulla sostenibilita’che si terra’ a Firenze dal 17 al 19 maggio, vede avverarsitutte le profezie di sciagura e crisi ventura che, comericercatore e attivista, aveva pure contribuito a prefigurarefin dai tempi di Seattle. ”E’ evidente che stanno saltandodei meccanismi di welfare che si erano consolidati – spiegaall’ASCA – e dei meccanismi positivi di interazione trapubblico e privato. Paradossalmente stanno quasi saltando perprimi questi ultimi, piuttosto che le forme piu’ desuete eassistenziali. Questo e’ un problema generale che come BancaEtica tocchiamo con mano”. Tutto sommato il mondo del Terzo settore e dellacooperazione sociale si conferma ancora resiliente allacrisi, ma, racconta Biggeri ”banalmente le sofferenze suinostri crediti sono passate dallo 0,9% lordo all’1,2%. Siamoben al di sotto dei tassi medi delle altre banche che siaggirano intorno al 6%, siamo una delle banche in Italia piu’efficienti e sicure ma non possiamo negare che un cambiamentoci sia stato. Questo indica che il Terzo settore e lacooperazione, i nostri principali clienti, fanno fatica, euna delle ragioni di questa fatica va cercata proprio nelfatto che non solo c’e’ meno welfare, ma c’e’ meno welfarepartecipato che era, paradossalmente, quello che costava menoallo Stato e agli Enti pubblici”. La discussione politica inItalia, per di piu’, ”si concentra su dove mettere in atto itagli e recuperare risorse – segnala Biggeri – ma e’ chiaroche non c’e’ una discussione profonda su come evitare che lacrisi si ripeta nel futuro. Sembra che parliamo di unasciagura della natura, non di un fallimento di un modello difunzionamento della finanza e dei mercati”. Nella nuova, difficile, fase politica, Banca Etica pero’ hadelle indicazioni molto chiare che rivolge al Governo e alParlamento: ”La prima priorita’ e’ proprio quella di nonsmontare i meccanismi del welfare partecipato, perche’diversamente non si daranno risposte che non siano di puromercato, nonostante la profonda tradizione mutualistica chepure l’Italia ha – sottolinea Biggeri -. Dovremmo provare avedere se con una regia pubblica e con risorse pubbliche,magari anche piu’ limitate del passato, si possano favoriredei meccanismi mutualistici che ci permettano di sperimentarenuove forme di welfare”. Mutualita’, insomma e’ una parolada riscoprire, o da reinventare, ”comunque da riconsiderarese non vogliamo che i diritti e i bisogni delle persone sianosoddisfatti solo dalle multinazionali. Esiste uno spaziointermedio, ne abbiamo la certezza – conclude Biggeri -l’Italia e’ forte in questo, potrebbe fare la differenzasoprattutto in ambito istituzionale. Nella cooperazione e nelTerzo settore, che pure sappiamo quanto resistano alcambiamento, anche solo per disperazione si stanno facendodei tentativi che trovano anche in Europa riscontro einteresse. Speriamo che arrivino anche in Italia”.

sis/gc

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