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Venerdì 10 maggio 2013 - 19:15

Salute: Pediatri, per colpa crisi cibi per adulti a bebe’. Ma e’ errore

(ASCA) – Bologna, 10 mag – Le strategie anticrisi dellemamme italiane indotte, bilancio familiare alla mano, arisparmiare sugli acquisti per bebe’, e non di rado ascegliere anche per loro prodotti per adulti, mettono inprimo piano il tema della sicurezza alimentare, al centro diun importante workshop in occasione del 69esimo congressonazionale della Sosieta’ Italiana di Pediatria (SIP) in corsoa Bologna. La raccomandazione di pediatri ed esperti e’ nonconsiderare il bambino come ‘un piccolo adulto’. Non a casola legislazione per gli alimenti destinati alla primainfanzia e’ molto piu’ restrittiva, in termini di sicurezzadelle materie prime, rispetto a quella generale. Cosi’, trale altre cose, da mettere al riparo i bambini da ‘truffe’anche documentate dai recenti fatti di cronaca. ”Senzademonizzare il fresco – spiega Andrea Vania, responsabiledel centro di dietologia e nutrizione pediatricadell’Universita’ ”La Sapienza” di Roma – almeno fino a unanno e’ consigliabile evitarlo, e sino a due e’ preferibile.

Se sceglie il fresco, in linea di massima, il biologico da’piu’ garanzie”. Come rileva il primo Rapporto sui comportamenti d’acquistonella maternita’ realizzato da Marketing Management, nel2012 per la volta dal dopoguerra gli acquisti per i bimbi da0 a 36 mesi (comparto alimentare e igiene) hanno registratouna flessione del 4,3%, pari a 89,3 milioni di euro. I taglihanno investito soprattutto il comparto alimentare con gliscaffali ‘baby’ via via meno affollati La sostituzione conprodotti ”adult” ha consentito di risparmiare 6,5milioni.

E’ il latte artificiale (‘formulato’) il prodotto che haregistrato il maggiore calo di acquisto (23.7 milioni di euroin meno nel 2012 rispetto all’anno precedente) sostituito conlatte materno e con quello Uht (a lunga conservazione). ”Scelta saggia quella di allattare al seno il piu’possibile come strategia anticrisi”, spiega il Presidentedella Societa’ Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello,”non altrettanto vale per la sostituzione del latteformulato con quello vaccino se cio’ avviene gia’ a seimesi.

Quest’ultimo non andrebbe mai introdotto prima dell’anno”. Quello dell’adultizzazione dei piu’ piccoli e’ un problemada non sottovalutare, sottolinea anche Claudio MaffeisDocente di Pediatria all’Universita’ di Verona: ”Icontaminanti tossici presenti nel cibo agiscono a tutte leeta’ ma sono ben piu’ pericolosi nelle prime eta’ della vitain cui l’organismo cresce rapidamente e si sta sviluppando daun punto di vista funzionale. L’azione di queste sostanzeagisce sul bambino sin dalla vita intrauterina, causandoconseguenze per la salute anche molto rilevanti e che solorecentemente sono state evidenziate. In un recentissimostudio condotto in California su bambini dai due ai setteanni di eta’ e’ stata stimata l’esposizione a 11 compostitossici in base alla frequenza di assunzione di ciboriportata. ”I risultati – commenta Maffeis – hanno mostratoche i livelli di benchmark sono stati superati da tutti ibambini”. red/mpd

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