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Venerdì 3 maggio 2013 - 20:34

Tumori: studio, budget limita accesso a terapie cancro colon retto

(ASCA) – Roma, 4 mag – Pazienti all’oscuro, poco informati,non resi consapevoli delle cure disponibili, e budgetristretti a disposizione di farmacisti ospedalieri edoncologi che limitano l’adozione di terapie mirate, spessosalvavita. E’ lo spaccato che emerge dallo studio realizzato dalCentro Studi Sic Sanita’ in cifre di FederAnziani sultrattamento del cancro al colon retto metastatico nellestrutture sanitarie in Italia. Lo studio si e’ concentrato sui nodi che impediscono ladiffusione omogenea di terapie innovative su tutto ilterritorio nazionale, attraverso lo strumento delquestionario rivolto a tre diversi target: pazienti affettida metastasi derivanti dal cancro colorettale, medicispecialisti oncologi e farmacisti ospedalieri prevalentementeappartenenti a strutture pubbliche. La maggioranza degli oncologi intervistati (89%) affermadi aver rilevato stress organizzativi legati alla riduzionedei budget aziendali nell’ultimo anno. In questo scenario, unmedico su cinque (18%) dichiara di avvertire pressione sullascelta prescrittiva proprio in seguito alla scarsita’ dirisorse economiche, mentre per circa il 75% degli oncologisono le linee guida regionali o locali ad esercitare unapressione sulla scelta prescrittiva. In ogni caso,praticamente tutti i medici (94%) non sono d’accordo con lelimitazioni imposte. Il 68% degli oncologi evidenzia di non aver semprericevuto il farmaco richiesto dalla farmacia, ritenendonell’82% dei casi che la restrizione sia dovuta alcontenimento del budget. Il 68% degli oncologi dichiara chenon tutti i farmaci biologici sono sempre disponibili nellafarmacia ospedaliera. La netta maggioranza dei medici intervistati (76%) ritieneche le politiche economiche della struttura influenzeranno lesue scelte nel prossimo futuro in tema di comportamentoprescrittivo. Dalle interviste agli oncologi emerge che oltre il 35%delle strutture non fa profilazione tramite i test geneticidel tumore al colon retto. I test genetici relativi al KRAS,la’ dove vengono prescritti, sono effettuati all’internodella struttura in cui opera il medico solo nel 38% dei casi,mentre nel restante 62% dei casi vengono effettuati instrutture esterne. Cio’ comporta, da quanto emerge, fortidifferenze nella tempistica di refertazione: quando il teste’ effettuato internamente nel 33% dei casi occorrono infattipiu’ di 15 giorni, mentre quanto il test e’ effettuato instrutture esterne si superano i 15 giorni in ben il 47% deicasi. red/mpd

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