Header Top
Logo
Martedì 28 Marzo 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Famiglia: Fond.Unicredit, badanti stranieri fondamentali ma non formati

colonna Sinistra
Giovedì 2 maggio 2013 - 18:12

Famiglia: Fond.Unicredit, badanti stranieri fondamentali ma non formati

(ASCA) – Roma, 2 mag – Sulla base dei dati dell’Inps di fine2011 sono 750mila, ma in base ad una stima del Censissupererebbero il milione e mezzo di persone. E’ l’esercitodei badanti stranieri in Italia, coloro che si occupano diassistenza familiare e che rappresentano il 21% deilavoratori stranieri operativi nella penisola: svolgonospesso mansioni al di sotto del loro livello di istruzione,ma sono carenti di una formazione specifica, anche se crescela necessita’ delle loro prestazioni in un paese sempre piu’vecchio.

E’ il quadro che emerge dalla ‘Indagine sull’assistenzafamiliare in Italia: il contributo degli immigrati’,realizzata dal Centro studi e ricerche ‘Idos’ su iniziativadella Unicredit Foundation e presentata oggi a Roma. Laricerca e’ stata compiuta su un campione di 606 personecorrentiste di ‘Agenzia Tu’, servizio finanziario cheUnicredit dedica appositamente a cittadini stranieri elavoratori atipici.

Lo studio, pertanto, ”non ha ambizioni statistiche” hapremesso Renato Marinaro, ricercatore Idos, ma fotografa unarealta’ chiave considerando che l’assistenza, soprattuttodelle persone anziane, e’ ”pressoche’ totalmente a caricodelle famiglie, le quali stanno pero’ diminuendo la lorocapacita’ di risparmio a fronte della crescente longevita’delle persone anziane: si crea cosi’ un circolo vizioso che,prima o poi, ci presentera’ il conto”, ha osservato Marinaroa colloquio con la stampa presente.

”La situazione dei nostri anziani peggiora – gli ha fattoeco Maurizio Carrara, presidente di Unicredit Foundation – inquanto alla maggiore longevita’ corrisponde anche un altonumero di malattie degenerative”. Cosi’, anche il direttoregenerale di Unicredit, Roberto Nicastro, sottolinea come”l’apporto degli immigrati che lavorano nella cura familiaree’ un tassello fondamentale del nostro impianto sociale edella sua coesione”: secondo una stima citata dall’indagine,se non ci fossero le badanti, lo stato italiano dovrebbespendere 45 miliardi di euro per assicurare un servizioanalogo. Ecco, dunque, che la stragande maggioranza degliintervistati (55,6%) lavora tra le 20 e le 40 oresettimanali, il 26,2% tra le 41 e le 60 or e non mancano icasi di oltre 60 ore (4,0%), cosi’ come quelli di meno di 20ore (6,4%). Il 51% dei badanti stranieri intervistati non haprovenienza comunitaria – Filippine, Moldavia, Peru’, SriLanka – il 35% e’ di parriva dall’Ue, in particolare daPolonia, Bulgaria e Romania: quest’ultima insieme all’Ucrainae’, in termini assoluti, il principale paese di provenienza.

Se il livello di istruzione degli intervistati risultamediamente elevato – il 26,7% ha un diploma, il 18,0% hafrequentato l’universita’ – solo il 24,7% ha ricevuto unaformazione specifica per l’assistenza familiare. ”Questo tema – ha osservato Franco Pittau, di Idos -unito al lavoro nei settori domestici e’ particolartmenteimportante poiche’ parliamo di persone che di fatto sioccupano dei servizi”.

L’altro dato interessante e’ che, nonostante l’84,9% degliintervistati affermi di svolgere con piacere servizi pressole famiglie italiane e si ritenga ben integrato con esse, lastragande maggioranza (76,9%) pensa al rimpatrio, il 64,2%non ha intenzione di acquistare una casa in Italia e pocomeno della meta’ (il 48,3%) non intende effettuare ilricongiungimento familiare, anche se ben il 73,4% degliinterrogati ha almeno un figlio nel paese di origine.

In tale quadro, la maggioranza dei soldi risparmiati -circa 250 euro al mese – viene rispedita nel paesed’origine.

L’indagine non contemplava la domanda esplicita relativa allaretribuzione, ma si puo’ dedurre una cifra intorno agli 800euro mensili in media: il 40% degli intervistati e’ infattiquadrato nel Contaratto collettivo nazionale a livello B e Bsuper, cioe’ come collaboratore familiare poli funzionale chesi occupa di persone autosufficienti; il 15% a livello C e Csuper, che prevede l’assistenza a persone non autosufficienti.

In generale, dall’indagine di Unicredit emerge lanecessita’ di un maggiore sforzo legislativo ed istituzionaleper l’integrazione e la formazione dei lavoratori stranierinell’assistenza familiare: stando ad una stimadell’organizzazione ‘Badandum’ le badanti nel 2010 sonocostate alle famiglie italiane 9 miliardi di euro. Appena unoin meno della spesa sostenuta dallo stato italiano perl’indennita’ di accompagnamento.

stt/gc

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su