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Lunedì 29 aprile 2013 - 11:06

Sanita’: Osservasalute, tagli continui e a pioggia. SSN in pericolo

(ASCA) – Roma, 29 apr – Tagli continui e a pioggia mettono inpericolo il SSN. L’allarme viene lanciato anche dal RapportoOsservasalute. Il Rapporto sembra confermare una certaefficacia delle iniziative di contenimento della spesadestinata alla salute: anche il 2011, come gia’ il 2010, e’stato caratterizzato da una crescita molto contenuta dellaspesa sanitaria pubblica (+0,1% a parita’ di criteri dicontabilizzazione) che mantiene l’Italia al di sotto dellamedia dell’Unione Europea sia in termini pro capite, sia inrapporto al PIL; i disavanzi permangono, ma sono ormairidotti a livelli molto circoscritti, almeno in termini divalori medi nazionali (nel 2011, circa 29Euro pro capite,pari all’1,6% del finanziamento complessivo). Tutto cio’riflette e sintetizza un profondo mutamento negliatteggiamenti delle aziende rispetto ai vincolieconomico-finanziari: se in passato i vincoli venivano spessogiudicati irrealistici e non incidevano sugli effettivicomportamenti aziendali, alimentando dei circoli viziosi digenerazione e copertura dei disavanzi, oggi gli stessivincoli sono giudicati pienamente credibili e condizionanofortemente le scelte gestionali. Sotto il profilo degliequilibri economici di breve periodo, l’unico elemento diforte preoccupazione e’ la differenziazione interregionale,con risultati economici consolidati positivi in tutte leregioni del Centro-Nord (tranne Liguria) e negativi in tuttele regioni del Centro-Sud (tranne Abruzzo) e con 2 regioni(Lazio e Campania) che, anche nel 2011, hanno generato dasole il 63% dell’intero disavanzo nazionale.

Ma il Rapporto chiarisce: ” gli ulteriori sacrificirichiesti alla Sanita’ Pubblica dalla Spending Review non sipossono giustificare con una presunta dispendiosita’ delServizio Sanitario Nazionale (SSN), bensi’ da un lato, conl’elevato livello del debito pubblico e della correlata spesaper interessi (quest’ultima e’ pari a circa i 2/3 dell’interofabbisogno sanitario nazionale), dall’altro con l’incapacita’del sistema economico di crescere adeguatamente (tanto chel’aumento della spesa sanitaria pubblica, seppur spesso moltocontenuto, e’ stato negli ultimi 20 anni quasi sempresuperiore a quello del PIL).

Il rischio evidente e’ che questi ulteriori sacrificiaggravino il divario tra le risorse disponibili e quellenecessarie per rispondere in modo adeguato alle attese,intaccando ulteriormente una copertura pubblica gia’incompleta”. ”Laddove il contenimento dei costi siaottenuto riducendo i servizi offerti – avverte – si potrebbegenerare un impatto negativo di medio periodo sullecondizioni di salute della popolazione, con gravi conseguenzenegative anche sul piano economico. Naturalmente, il rischioe’ piu’ accentuato nelle regioni assoggettate a Piano diRientro, dove le iniziative di contenimento dei costi sonostate piu’ intense.

red/mpd

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