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Lunedì 29 aprile 2013 - 11:00

Salute: italiani piu’ longevi ma obesi. E psicofarmaci contro la crisi

(ASCA) – Roma, 29 apr – Malgrado la crisi e i cattivi stilidi vita troppo spesso adottati, la sedentarieta’ o il consumosmodato di alcolici, la salute degli italiani sembramigliorare: e’ questo il ”paradosso degli italiani”,evidenziato anche dal trend in aumento della speranza di vita(dal 2007 al 2011 i maschi hanno guadagnato 0,7 anni e lefemmine 0,5 anni), in particolare per gli uomini che riduconola distanza rispetto alle donne (trend in atto dal 1979). Lorivela il rapporto Osservasalute, analisi dello stato disalute della popolazione e della qualita’ dell’assistenzasanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Romaall’Universita’ Cattolica. Pubblicato dall’OsservatorioNazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sedepresso l’Universita’ Cattolica di Roma e coordinato da WalterRicciardi, direttore del Dipartimento di Sanita’ Pubblica delPoliclinico Gemelli di Roma, il Rapporto e’ frutto del lavorodi 184 esperti di sanita’ pubblica, clinici, demografi,epidemiologi, matematici, statistici ed economisti,distribuiti su tutto il territorio italiano, che operanopresso Universita’ e numerose istituzioni pubbliche.

Continua la diminuzione del rischio di morte per lemalattie circolatorie (2007-2009: la diminuzione maggiore siriscontra per entrambi i generi nella classe di eta’ 19-64anni, -4,65% per gli uomini e -8,46% per le donne), per itumori (2007-2009: la classe di eta’ dove la riduzione e’maggiore e’ 65-74anni, -6,97% per gli uomini e -8,71% per ledonne), apparato digerente (2007-2009: la riduzione maggioresi riscontra per entrambi i generi nella classe di eta’ 19-64anni con -4,03% per gli uomini e -8,62% per le donne)erespiratorio (2007-2009: la diminuzione maggiore tra gliuomini si riscontra nella classe di eta’ 65-74 anni e nelledonne nella classe di eta’ over-75 anni con valori,rispettivamente, di -3,55% e -0,55%).

Riguardo agli stili di vita, emerge un quadro inchiaro-scuro: da un lato, aumentano coloro che non consumanoalcolici (+3,3 punti percentuali dal 2008 al 2010) ediminuiscono i fumatori (nel 2010 fumava il 22,8% degliover-14 nel 2011 e’ il 22,3%), dall’altro aumentano lepersone in sovrappeso e obese (dal 2002 al 2011 le persone insovrappeso aumentano del 6,9% e quelle obese del 17,6%; nel2011 sono rispettivamente il 35,8% e il 10% dellapopolazione) e i giovani che adottano comportamenti arischio. Un fenomeno emergente negli ultimi anni nel nostroPaese e’ rappresentato dall’avvio precoce al consumo di alcole dal ”binge drinking” e dal consumo di alcol fuori pasto.

Il dato che desta maggiore preoccupazione e’ quellorelativo al progressivo e costante abbassamento dell’eta’media di avvio all’uso dell’alcol (11-12 anni, la piu’ bassain Europa) e il riscontro di oltre 300 mila minori di 11-15anni di eta’ che usano l’alcol secondo modalita’ rischiose efonte di danni per la salute.

Aumentano anche le fasce di popolazione a rischio, a causadel processo d’invecchiamento (dal 2002 al 2011 si registraun aumento del 4,7% degli anziani tra 65-74 anni e del 28,7%per gli over-75) e della presenza di una discreta quota dipopolazione straniera immigrata (gli stranieri residenti inItalia sono oltre 4,5 milioni pari al 7,5% del totale deiresidenti). E aumenta, anche con la complicita’ dell’attualefase di complessita’ sociale ed economica, la sofferenzamentale degli italiani, che ricorrono sempre piu’ difrequente al farmaco per ”sedare” angosce e disagi semprepiu’ spesso confusi con un franco disturbo depressivo.

”Ma non solo la popolazione e’ a rischio – avverte WalterRicciardi – il pericolo investe anche la tenuta dello stessoServizio Sanitario Nazionale (SSN). Infatti, per quanto ilSsn stia lentamente migliorando la sua efficienza economica,anche in risposta alle sempre piu’ pressanti richieste dirazionalizzazione e piu’ di recente alla spending review, ilrischio e’ che all’aumento dell’efficienza non corrisponda unaumento di efficacia delle cure e quindi un miglioramentodegli esiti delle stesse. La ricerca di efficienza, attuatacon tagli all’offerta, in prospettiva, potrebbe comportaredei rischi per quanto riguarda l’accessibilita’ alle cure edi conseguenza l’efficacia del sistema nel produrresalute”.

red/mpd

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