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Lunedì 29 aprile 2013 - 11:03

Salute: fecondita’ in flessione e Italia sempre piu’ vecchia

(ASCA) – Roma, 29 apr – Continua la crescita dellapopolazione, ma non grazie alle nascite. Anche quest’anno irisultati del Rapporto Osservasalute danno conferma delletendenze emerse negli anni scorsi: si riscontra untendenziale aumento della popolazione residente in Italiaimputabile, sostanzialmente, alla componente migratoria. LeRegioni che non crescono (saldo totale negativo) sonosolamente tre: Basilicata (-2,5 per 1.000), Molise (-0,6 per1.000) e Liguria (-0,1 per 1.000); anche in questa edizionedel Rapporto si riscontra un saldo naturale medio (relativoal biennio 2010-2011) che si mantiene pressoche’ costanterispetto al biennio precedente e si attesta su livelli ancoradi segno negativo, anche se, per alcune Regioni, e’ prossimoallo 0; invece il saldo migratorio e’ positivo grazie,soprattutto, alla capacita’ attrattiva delle regioni delCentro-Nord.

Anche il movimento migratorio interno al Paese haconfermato i trend gia’ evidenziati negli anni precedenti,ovvero il movimento in uscita dalle regioni meridionali(escluso l’Abruzzo). Le regioni piu’ ”abbandonate” dai propri cittadini emeno attrattive verso quelli di altre regioni sonoBasilicata, Calabria e Campania che hanno un saldo migratorionegativo molto elevato (rispettivamente, -3?, -3,3?, -3,4?).

Le realta’ territoriali che maggiormente hanno beneficiato ditali spostamenti sono state la PA di Trento (+2,9?),l’Emilia-Romagna (+2?), la Toscana (+1,5?), il Friuli VeneziaGiulia (+1,4?) e il Lazio (+1,4?). Scompare quella sia pur flebile speranza di crescitariscontrata nelle precedenti edizioni del Rapporto: il tassodi fecondita’ totale (Tft) e’ passato, infatti, da 1,42 del2008 a 1,41 del 2009 e nel 2011 e’ pari a 1,39. Si arrestaquindi il sia pur minimo processo di ripresa dei livelli difecondita’ che era iniziato a partire dal 1995 quando il Tftraggiunse il suo valore minimo di 1,2 figli per donna.

I valori piu’ alti si registrano anche quest’anno nelle PA diTrento e Bolzano e in Valle d’Aosta, dove tale indicatore e’prossimo a 1,6 figli per donna.

Seguono, a breve distanza, la Lombardia (1,48), l’EmiliaRomagna (1,46), il Veneto (1,44), il Lazio (1,41), ilPiemonte (1,4), le Marche (1,39). Le regioni dove si registraun Tft particolarmente basso (ossia inferiore a 1,2 figli perdonna in eta’ feconda) sono nel Sud (Sardegna con 1,14,Molise con 1,16 e Basilicata con 1,17). La fecondita’ delledonne straniere (2,04), e’ circa il 50% in piu’ di quelladelle donne italiane (1,39). Anche il Rapporto 2012 mostra la tendenza incessanteall’invecchiamento della popolazione italiana, la quota deigiovani sul totale della popolazione e’, difatti, contenuta,mentre il peso della popolazione ”anziana” (65-74 anni) e”molto anziana” (75 anni e oltre) e’ consistente.

Nel 2011 la popolazione in eta’ 65-74 anni rappresenta il10,2% del totale, e quella dai 75 anni in su il 10,1%.

Significa che un italiano su dieci ha piu’ di 65. Siconfermano Regione piu’ vecchia la Liguria (gli anziani di65-74 anni sono il 12,7% della popolazione; gli over-75 il14%), Regione piu’ giovane la Campania (65-74 anni sonol’8,3% della popolazione; over-75 il 7,8%).

red/mpd

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