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Venerdì 26 aprile 2013 - 16:30

Commercio: Coldiretti, storico via libera Usa ai ‘veri’ salumi italiani

(ASCA) – Roma, 26 apr – Finalmente salami, pancette, coppe,culatello e altri salumi Made in Italy potranno arrivaresulle tavole dei 250 milioni di cittadini americani che finoad ora sono stati costretti ad acquistare imitazioni di bassaqualita’ realizzate fuori dall’Italia. Cosi’ Coldiretti commenta in una nota il ”passo storico”compiuto con il superamento del blocco, durato 15 anni, delleesportazioni nazionali di salumi dal prossimo 28 maggio,grazie alla pubblicazione del provvedimento con cui leautorita’ statunitensi di Aphis (Animal and Plant HealthInspection Service) hanno ufficialmente riconosciutol’indennita’ dalla malattia vescicolare del suino diLombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e delle Provinceautonome di Trento e Bolzano. Si tratta di regioni dove – precisa la Coldiretti – siconcentra la stragrande maggioranza degli allevamenti dimaiali e degli stabilimenti di lavorazione delle carni inItalia. In questo difficile momento di crisi – sottolinea laColdiretti – si tratta di un passo importante per l’economiadel sistema agroalimentare nazionale che ha oral’opportunita’ di crescere nel ricco mercato americano dovele esportazioni di cibo e bevande italiane sono cresciute invalore del 10% ad un livello record di 2,7 miliardi. Il provvedimento – precisa la nota – non riguarda ilprosciutto che, se stagionato oltre i 14 mesi, puo’ gia’essere esportato negli Usa. Dal culatello uruguaiano alla soppressata calabrese Madein Usa, dal salame veneto canadese al ‘Parma salami’ delMessico, i consumatori statunitensi – sostiene la Coldiretti- sono stati fino ad ora una facile preda di salumi taroccatiche purtroppo e’ imbarazzante notare a volte vedono coinvolteall’estero imprese industriali italiane. Se l’abbattimento di questa anacronistica barrieracommerciale, che ha fatto perdere all’Italia un importostimato in 250 milioni di euro all’anno, sara’ accompagnato alivello internazionale da una piu’ decisa tutela delledenominazione di origine dei nostri salumi si aprono enormispazi di crescita. La Coldiretti ricorda, ad esempio, che in Canada vengonovenduti salumi locali con il marchio ‘San Daniele’ e che nonpuo’ essere esportato il prosciutto di Parma perche’ ilmarchio e’ stato registrato da una azienda privata.

com-stt/mpd

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