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Giovedì 25 aprile 2013 - 12:07

Papa: umili ma senza paura delle cose grandi. No a cristiani pusillanimi

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 25 apr – I cristiani non sonosoldati devono predicare l’amore nel mondo e non”conquistarlo”, essere umili ma senza avere paura direalizzare le cose grandi anche perche’ ”un cristianopusillanime non lo si capisce”. Lo ha detto oggi papaFrancesco che, nella festivita’ di San Marco evangelista hapresieduto questa mattina, nella Domus Sanctae Marthae, laMessa presenti alcuni membri della Segreteria del Sinodo deiVescovi, accompagnati dal segretario generale mons. NikolaEterovic, e un gruppo di agenti della Gendarmeria Vaticana.

Al centro dell’omelia del Papa, riferisce la RadioVaticana, il brano del Vangelo di San Marco in cui siracconta l’Ascensione di Gesu’. Il Signore, prima di salireal Cielo, invia gli apostoli ad annunciare il Vangelo: ”finoalla fine del mondo”. ”In tutto il mondo. – ha sottolineatoil papa – L’orizzonte grande” che e’ ”la missionarieta’della Chiesa”, insiene a Cristo. ”Il Signore – ha poi aggiunto – lavora con tutti coloroche predicano il Vangelo. Questa e’ la magnanimita’ che icristiani devono avere. Un cristiano pusillanime non lo sicapisce: e’ proprio della vocazione cristiana, questamagnanimita’: sempre di piu”’. Commentando poi la prima Lettera di San Pietro il papa havoluto definire lo stile cristiano della predicazione, che e’quello dell’umilta’. ”Lo stile della predicazione evangelicava su questo atteggiamento: l’umilta’, il servizio, lacarita’, l’amore fraterno. ”Ma, Signore, noi dobbiamoconquistare il mondo!’. – ha aggiunto il papa – Quellaparola, conquistare, non va. Dobbiamo predicare nel mondo. Ilcristiano non deve essere come i soldati che quando vinconola battaglia fanno piazza pulita di tutto”.

Il cristiano, ha proseguito il Papa, ”annuncia il Vangelocon la sua testimonianza, piu’ che con le parole”. E con unaduplice disposizione, come dice San Tommaso d’Aquino: unanimo grande che non si spaventa delle cose grandi, di andareavanti verso orizzonti che non finiscono, e l’umilta’ ditenere conto delle cose piccole. ”Questo e’ divino – haosservato – e’ come una tensione tra il grande e il piccolo”e la ”missionarieta’ cristiana” procede ”per questastrada”. Il Vangelo di San Marco, ha concluso il Papa,finisce con ”una frase bellissima” laddove si dice cheGesu’ agiva con i discepoli, confermando ”la Parola con isegni che l’accompagnavano”.

”Quando noi andiamo con questa magnanimita’ e anche conquesta umilta’, quando noi non ci spaventiamo delle cosegrandi, di quell’orizzonte, ma prendiamo anche le cosepiccole – l’umilta’, la carita’ quotidiana – il Signoreconferma la Parola. E andiamo avanti. Il trionfo della Chiesae’ la Risurrezione di Gesu’. Ma c’e’ la Croce, prima.

Chiediamo oggi al Signore di diventare missionari nellaChiesa, apostoli nella Chiesa ma con questo spirito: unagrande magnanimita’ e anche una grande umilta”’.

gc/

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