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Mercoledì 24 aprile 2013 - 11:32

Commercio: Coldiretti, 7 famiglie su 10 tagliano qualita’ e quantita’ ci

(ASCA) – Roma, 24 apr – A causa del crollo del potere diacquisto e come drammatico risultato della spending reviewben sette famiglie su dieci (71%) in Italia sono statecostrette a modificare la qualita’ e la quantita’ deiprodotti.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sulcommercio al dettaglio relativi al mese di febbraio 2013divulgati dall’Istat che evidenziano un calo complessivo del4% delle vendite alimentari rispetto allo scorso anno. Ladiminuzione riguarda tutte le categorie, dagli ipermercati(-5,3%) ai supermercati (-3,9%), ai piccoli negozi (-6,5%),fino persino ai discount, che fanno segnare un -0,1%. Il risultato e’ che – sottolinea la Coldiretti – piu’ diun italiano su 10 (12,3%) non e’ piu’ in grado di sedersi atavola con un pasto adeguato in termini di apporto proteicoalmeno una volta ogni due giorni con conseguenze gravi ancheper la salute.

Il carrello della spesa degli italiani – spiega laColdiretti – si e’ svuotato anche dei prodotti base perl’alimentazione con un calo delle quantita’ acquistate che vadalla frutta (-4%) agli ortaggi (-3%) fino alla carne bovinache registra un calo delle macellazioni del 7% nel primotrimestre nel 2013. A preoccupare – continua la Coldiretti – e’ anche ilpeggioramento della qualita’ dei prodotti alimentariacquistati dagli italiani per l’aumento della presenza dicibi low cost realizzati con ingredienti di bassa qualita’.

Oltre un certo limite – sostiene la Coldiretti – sul cibonon e’ possibile risparmiare se non si vuole mettere arischio la salute Quello della carne di cavallo spacciataper manzo in piatti pronti, ragu’ e surgelati e’ un esempioeclatante di una truffa globale sul cibo determinata daltentativo di comprimere oltre ogni limite i costi come puree’ sospetta l’offerta di bottiglie di olio di olivaextravergine a prezzi che non riescono nemmeno a coprire ilcosto di raccolta delle olive. Il pericolo secondo la Coldiretti, riguarda anche il fattoche l’Italia e’ un forte importatore di prodotti alimentari,con il rischio concreto che nei cibi in vendita venganoutilizzati ingredienti di diversa qualita’ come ilconcentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, lacagliata di latte della Lituania o il prosciutto olandesespacciato per nazionale. com-stt

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