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Lunedì 22 aprile 2013 - 16:42

Giornata della Terra: oggi si celebra un pianeta sempre piu’ malato

(ASCA) – Roma, 22 apr – ”Il volto del cambiamentoclimatico” e’ il tema, quest’anno, della Giornata dellaTerra che si celebra oggi e in occasione della quale l’interopianeta e’ interessato da manifestazioni e incontri perinterrogarsi sulle problematiche ambientali alle qualioccorre al piu’ presto dare risposta. Lo dimostrano i”numeri del pianeta” diffusi per l’occasione dal WWF: nel2011 le emissioni globali sono incrementate del 3%,raggiungendo la cifra piu’ alta delle emissioni annualiantropogeniche sin qui prodotta pari a 34 miliardi ditonnellate di anidride carbonica, a gennaio 2013 a unaconcentrazione di CO2 nell’atmosfera record di 395 parti permilione. Il 2012 inoltre ha fatto registrare la massimariduzione della superficie della banchisa estiva artica dal1979. La perdita netta annuale di aree forestali tra il 2000ed il 2010 e’ stata di 5,2 milioni di ettari – un’area parialle dimensioni del Costa Rica. Circa 5mila tonnellate dipesce viene pescato dagli stati europei ogni anno con metodidi pesca ad elevato impatto per la biodiversita’.

Preoccupante anche la situazione di molte specie tra cui letigri – ne sopravvivono in natura solo 3.200 – dopo che neabbiamo ”perso’ ben il 97%, mentre i 20.000-25.000 individuidi orsi polari rimasti sono fortemente minacciati daicambiamenti climatici. E ancora: il cambiamento climatico e’ una delle piu’ gravicrisi globali che il mondo si trova ad affrontare, staminacciando in modo sempre piu’ rapido e violento ecosistemi,specie e la vita di milioni di persone ed e’ dovutoprincipalmente alle attivita’ umane. Un allarme oggicondiviso non solo dagli ambientalisti ma anche dalla maggiorparte della comunita’ scientifica internazionale e dai grandiorganismi internazionali delle Nazioni Unite (dall’UNEPall’UNESCO, dalla FAO all’UNDP ecc), la Banca Mondiale,l’Agenzia Internazionale per l’Energia, L’OCSE, il WorldEconomic Forum. Il 2012 e’ stato il nono anno piu’ caldodal 1880. I 10 anni piu’ caldi negli ultimi 132 si sonoverificati tutti dal 1998 a oggi. Mediamente, la temperaturadella superficie terrestre e’ aumentata di 0,8 *C dal 1880 adoggi, e buona parte del cambiamento si e’ verificato negliultimi 40 anni.

Sotto accusa le emissioni globali, aumentate del 3% nel2011 ,raggiungendo la cifra piu’ alta delle emissioni annualiantropogeniche sin qui prodotta, pari a ben 34 miliardi ditonnellate. Nel gennaio 2013 la concentrazione di CO2nell’atmosfera ha raggiunto la cifra record di 395 parti permilione (erano 315.98 ppm nel 1959, il primo anno in cui ebbeluogo una raccolta di dati strumentale durata per l’interoanno; 348.98 ppm nel 1987, l’ultimo anno in cui questa cifrarimase sotto il limite delle 350 ppm raccomandato daimaggiori studiosi; di 363.47 ppm nel 1997 quando fu approvatoil Protocollo di Kyoto). L’incremento delle emissioni dacombustibili fossili e’ aumentato del 5.9% nel 2010 per untotale di 9.1 miliardi di tonnellate di carbonio emessi (checostituiscono 33.4 miliardi di tonnellate di biossido dicarbonio). Sono i piu’ alti mai raggiunti nella storia umanae costituiscono il 49% in piu’ rispetto al 1990.

Un riscaldamento delle temperature medie della superficieglobale terrestre di 4*C superiore all’epoca preindustrialeprovocherebbe un innalzamento del livello dei mari da mezzometro a un metro e forse piu’ entro il 2100. Limitarel’incremento della temperatura a soli 2*C potrebbe avere comeeffetto un innalzamento del livello dei mari intorno ai 20centimetri. Ma – avverte il WWF – con la nostra incapacita’di agire stiamo mettendo a rischio la possibilita’ che ileader di tutto il mondo avevano sottoscritto a Copenaghennel 2009, di impegnarsi a mantenere sotto i 2* C l’incrementodella temperatura. mpd

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