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Martedì 16 aprile 2013 - 20:28

Delfini: MinAmbiente, oltre 100 stenelle trovate morte da inizio anno

(ASCA) – Roma, 16 apr – Con 101 ritrovamenti, supera quota100 il totale di esemplari di delfini della specie stenellastriata (stenella coeruleoalba) morti da inizio anno. Loriferisce il ministero dell’Ambiente, precisando che la piu’recente segnalazione comunicata dalla Bds (Banca datispiaggiamenti) risale all’8 aprile a Cetraro Porto (Cosenza).

Le regioni piu’ colpite dalla straordinaria mori’a restanocomunque il Lazio e la Toscana, rispettivamente con 31 e 29carcasse recuperate.

Rimangono ancora sconosciute le cause della straordinariamori’a che secondo l’ultimo rapporto sugli spiaggiamentiregistrati dalla Bds (Banca dati spiaggiamenti) realizzatodal professor. Gianni Pavan in collaborazione con ElisabettaBernuzzi e Michela Podesta’ – ”appare molto superiore allemedie mensili registrate negli anni precedenti e inparticolare la specie stenella (Stenella coeruleoalba) mostraun incremento di circa 8 volte rispetto alle medie degliultimi 10 e 20 anni”. Al momento i principali indagati della strage di cetaceirimangono il morbillo (morbillivirus delphini) e il batteriophotobacterium damselae, anche se l’importanza data inprecedenza al morbillo sembra diminuire in seguito alleultime scoperte dei ricercatori del Cert (Cetaceans strandingemergency response team).

Le strutture di ricerca e analisi intervenute fanno parte delservizio di intervento e monitoraggio allestito dai ministeridell’Ambiente e della Salute con la collaborazione dellaGuardia costiera, degli Istituti zooprofilattici, di diverseuniversita’ e di altre organizzazioni.

La mori’a potrebbe derivare da piu’ cause legate a unindebolimento degli animali per la scarsita’ di cibo. Cio’potrebbe renderli facilmente esposti a malattie e parassiti.

Nel dettaglio, il virus del morbillo e’ stato rintracciato incirca il 35% delle carcasse finora analizzate. Inoltredurante le autopsie non sono state riscontrate le lesioni aitessuti tipiche delle infezioni mortali. I ricercatori almomento sembrano concentrare le loro attenzioni sul fatto chetutte le stenelle ritrovate finora presentano un quadroimmunitario fortemente compromesso.

Inoltre la popolazione di stenelle presenti nelle nostreacque e’ notevolmente aumentata nel corso degli ultimi anni,invadendo habitat un tempo occupati dal delfino comune(delphinus delphis, scomparso dalle acque italiane nel corsodegli ultimi 10 anni e migrato in aree estreme come il marEgeo e le acque adiacenti lo stretto di Gibilterra).

E’ dunque possibile che l’aumento demografico abbia espostole stenelle a habitat costieri con acque meno salubririspetto al mare aperto.

In quasi tutti gli animali analizzati non sono state trovatetracce di cibo nello stomaco. Le stenelle si cibanoprevalentemente di piccole prede come naselli, seppie,calamari, sgombri e sogliole, tutte specie soggette aattivita’ di pesca intensiva.

Stando a queste nuove ipotesi, si potrebbe affermare che nonsi tratterebbe piu’ di una sola causa scatenante, ma di unaserie di concause: precisamente, la somma di un aumento dellapopolazione di stenelle; scarsita’ di cibo a causa dellapesca intensiva; il poco cibo disponibile e’ piu’ inquinato acausa dell’invasione di habitat costieri.

com-mpd/

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