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Lunedì 15 aprile 2013 - 11:59

Pesca: Coldiretti, scattato Fish dependence day. Si mangia pesce estero

(ASCA) – Roma, 15 apr – E’ scattato il Fish dependence daygiorno in cui si e’ tecnicamente esaurito il pesce ”Made inItaly” e si comincia a mangiare quello importato. Lo comunica Impresa Pesca Coldiretti lanciando l’allarmesulla accresciuta dipendenza dall’estero per i consumi dipesce a fronte del grado di autosufficienza dell’Italia scesodal 32,8% al 30,2 %negli ultimi due anni secondo il report diOcean2012. Cintestuamente, diminuisce il consmo di pesce nelpaese e si moltiplicano i casi di pesce straniero spacciatoper italiano.

Rispetto allo scorso anno le disponibilita’ nazionali dipesce – sottolinea la Impresa Pesca Coldiretti – si e’esaurita con una settimana di anticipo a conferma dellecrescenti difficolta’ che devono affrontare i pescatoriitaliani che impiegano circa 13.500 imbarcazioni nellaraccolta soprattutto di alici, vongole, sardine, naselli,gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada esugarelli. La classifica delle produzioni per volume difatturato – precisa Impresa pesca Coldiretti – vede, invece,primeggiare il nasello, davanti ad alici, seppie, gamberibianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole,pannocchie e sogliole. Il deficit nazionale – denuncia Impresa Pesca Coldiretti -potrebbe ulteriormente aumentare per effetto della crisi cheha determinato un riduzione dei prezzi di vendita ed unaumento dei costi di produzione che per circa la meta sonorappresentati dal gasolio mentre si fa sempre piu’ grave lastretta creditizia delle banche. La forbice tra prezzo all’origine e prezzo al consumo sie’, infatti, sempre piu’ allargata. Mediamente su ogni eurodel prezzo al consumo agli operatori di settore sonodestinati solo 25 centesimi.

Secondo elaborazioni di Impresa Pesca Coldiretti su datiIsmea, anche per effetto della crisi, il consumo domestico diprodotti ittici e’ diminuito complessivamente dell’1,5% nel2012. In calo, soprattutto, gli acquisti di pesce fresco,scesi del 3% rispetto allo scorso anno ed, in particolare, dialici (-9,9%), calamari (-8%) e vongole. Ad aumentare le difficolta’ il fatto che due pesci su treconsumati in Italia provengono dall’estero, ma attualmente lalegge sull’etichettatura prevede la sola indicazione dellazona di pesca che peraltro non e’ prevista obbligatoriamenteper il pesce servito al ristorante. Secondo Impresa Pesca Coldiretti solo rendendoobbligatoria l’etichettatura d’origine potra’ esseregarantita piena trasparenza rispetto alla situazione attualein cui si moltiplicano i casi di pesce straniero spacciatoper italiano. Basta pensare al pangasio del Mekong, vendutocome cernia, fino al polpo del Vietnam spacciato pernostrano. Ma – denuncia Coldiretti – ci sono anche l’halibutatlantico spacciato per sogliola, il dentice dalla Mauritaniae le vongole turche, mentre i gamberetti sono spesso targatiCina, Argentina, Mozambico o, ancora, lo stesso Vietnam, doveperaltro e’ permesso un trattamento con antibiotici che inEuropa e’ vietato in quanto pericoloso per la salute. com-stt

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