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Giovedì 11 aprile 2013 - 19:08

Celiachia: in Italia oltre 135mila diagnosi. +10% all’anno

(ASCA) – Parma, 11 apr – Le diagnosi di celiachia sono ingrande aumento. E nonostante la maggior attenzione versoquesta intolleranza alimentare da parte della classe medica,insieme a test sempre piu’ validi per svelarne l’esistenza,si registra in questi anni una propria esplosione di casi.

Anche se lo sviluppo delle conoscenze ha favorito in manierasensibile l’incremento delle diagnosi, altri fattori sonosicuramente coinvolti nell’incremento diagnostico dellaceliachia, malattia autoimmune che puo’ essere definita comeun’intolleranza permanente al glutine, componente proteica dialcuni cereali. Fra questi il dato che oggi la popolazionemondiale consuma una maggior quantita’ di cereali e chequelli attualmente utilizzati sono assai piu’ ricchi diglutine di quanto non fossero quelli del passato. Questo aumentato carico di glutine potrebbe spiegare losviluppo progressivo di nuovi casi di intolleranza al glutineche hanno portato in pochi anni il numero delle diagnosi araddoppiarsi arrivando a 135.000, con un incremento di circail 10% all’anno negli ultimi 5 anni mentre il numero teoricodi celiaci dovrebbe essere intorno ai 600.000. L’elemento scatenante la celiachia e’, quindi, il glutineche per innescare i meccanismi immunologici patogenetici,necessita comunque di una particolare predisposizionegenetica che viene a ricoprire un ruolo di primo piano nelladiagnosi della malattia celiaca.

Un’altra domanda di grande attualita’ e’ se si nasceceliaci, con sviluppo immediato dell’intolleranza al glutinenell’infanzia non appena vengono introdottinell’alimentazione cereali che lo contengono, o se invece sidiventa celiaci lungo il decorso della vita a frontedell’intervento di fattori ambientali scatenanti.

L’esperienza degli ultimi decenni ha chiaramente dimostratoche non si nasce celiaci, ma lo si diventa nel corso dellavita e che qualsiasi eta’ della nostra esistenza puo’ segnarel’inizio di questa malattia. ”Anche alcuni fattori ambientali possono svolgere unruolo determinante, a cominciare dalle infezioni come quelleda Rotavirus o da Adenovirus e altri ceppi virali, cosi’ comegastroenteriti di natura batterica contratte dopo un viaggioin paesi con condizioni igieniche non ottimali o infezioni daparassiti – spiega Umberto Volta, Responsabile dellastruttura semplice di malattia celiaca e sindromi damalassorbimento al Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna ePresidente dei consulenti scientifici nazionalidell’Associazione italiana celiachia (Csn-Aic) – . Fra glialtri fattori ambientali in grado di provocare lo sviluppodella celiachia in soggetti geneticamente predisposti bisognaricordare la fase del puerperio dopo una gravidanza trascorsain modo del tutto regolare o stress legati a gravi dispiaceri(ad esempio lutti familiari) o ad interventi chirurgici. E’chiaro che tutto cio’ non fa altro che confermare che per ilmanifestarsi della patologia e’ necessario un habitusgenetico ben definito su cui agiscono fattori ambientali ingrado di far insorgere la celiachia in qualsiasi eta’ dellavita, anche in quella geriatrica”.

red/mpd

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