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Martedì 9 aprile 2013 - 12:31

Papa: non giudicare ne’ sparlare mai. Cristiano e’ mite e caritatevole

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 9 apr – Lo Spirito porti lapace nelle comunita’ cristiane e insegni ai suoi membri adessere miti, rinunciando a sparlare degli altri. Con questoauspicio, papa Francesco, riferisce Radio Vaticana, haconcluso l’omelia della messa celebrata questa mattina nella’Casa S. Marta’, alla presenza di personale del Fondo diAssistenza sanitaria del Vaticano e dei Servizi generali delGovernatorato. Erano un cuor solo e un’anima sola, grazie allo Spiritoche li aveva fatti rinascere a una ”vita nuova”. Cio’ cheall’anno zero della Chiesa ha saputo essere la primacomunita’ cristiana e’ modello intramontato e intramontabileper la comunita’ cristiana di oggi. Papa Francesco l’haribadito in modo incisivo partendo dal dialogo evangelico traGesu’ e Nicodemo, il quale non afferra subito in che modo unuomo possa ”nascere di nuovo”. Di nuovo, ha ripetuto ilpapa, vuol dire dallo Spirito Santo, ”e’ la vita nuova chenoi abbiamo ricevuto nel Battesimo”. Vita, ha pero’aggiunto, che ”si deve sviluppare, non vieneautomaticamente”. Dobbiamo ”fare di tutto – ha affermatopapa Francesco – perche’ quella vita si sviluppi nella vitanuova”, e’ ”un laborioso cammino”, che ”principalmentedipende dallo Spirito” e insieme dalla capacita’ di ciascunodi aprirsi al suo soffio.

E questo, ha indicato il papa, e’ esattamente cio’ cheaccadde ai primi cristiani. Loro avevano la ”vita nuova”,che si esprimeva nel vivere con un cuore solo e un’animasola. Avevano, ha osservato, ”quell’unita’,quell’unanimita’, quell’armonia dei sentimenti nell’amore,l’amore mutu”. Una dimensione oggi da riscoprire: peresempio, ha detto papa Francesco, l’aspetto della ”mitezzanella comunita”’, virtu’ ”un po’ dimenticata”. La mitezza,ha stigmatizzato, ha ”tanti nemici”. Il primo sono le”chiacchiere”. Papa Francesco vi si e’ soffermato con moltorealismo: ”Quando si preferisce chiacchierare, chiacchieraredell’altro, bastonare un po’ l’altro, sono cose quotidiane,che capitano a tutti, anche a me, sono tentazioni del malignoche non vuole che lo Spirito venga da noi e faccia questapace, questa mitezza nelle comunita’ cristiane”. ”Sempre – ha constatato il pontefice – ci sono questelotte”: in parrocchia, in famiglia, nel quartiere, tra amicie ”questa – ha ripetuto – non e’ la vita nuova”, perche’quando lo Spirito viene ”e ci fa nascere in una vita nuova,ci fa miti, caritatevoli”.

Quindi, come un maestro di fede e di vita, il papa haricordato quale sia il comportamento giusto per uncristiano.

Primo, ”non giudicare nessuno” perche’ ”l’unico Giudice e’il Signore”.

Poi ”stare zitti” e se si deve dire qualcosa dirla agliinteressati, a ”chi puo’ rimediare alla situazione”, ma”non a tutto il quartiere”. ”Se, con la grazia dello Spirito – ha concluso Francesco- riusciamo a non chiacchierare mai, sara’ un gran bel passoavanti” e ”ci fara’ bene a tutti”. dab/gc

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