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Venerdì 5 aprile 2013 - 13:09

Editoria: ‘Civilta’ cattolica’ dopo 43 anni cambia veste grafica

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 5 apr – Dopo 43 anni la storicae prestigiosa rivista dei padri Gesuiti, le cui bozze vengonosottoposte al vaglio della Segreteria di Stato Vaticana,cambia veste grafica e si ‘estende’ al digitale e al web. Unasfida tecnologica e di adeguamento ai tempi che, ha spiegatooggi nel corso di una conferenza stampa in Vaticano ildirettore Antonio Spadaro, segue ”una vera e propriaprogettazione coordinata, che va dal restyling della testata,alla creazione di un marchio, dall’impaginazione dellacopertina, alle gabbie interne, fino alla declinazione pertablet”. Per quanto riguarda la versione cartacea nella strutturadel quindicinale, scompaiono le ”cronache”, ”in un mondoin cui la cronaca e’ affidata ai quotidiani, e oggi anche aiblog e ai tweets in tempo reale”, ha spiegato padre Spadaro,mentre si insistera’, invece, sui ”ponti”, cioe’ ”sulleriflessioni, le valutazioni critiche, i ragionamenti, anchesulla contemporaneita’ piu’ attuale, grazie alla rubrica’Focus’ con articoli legati all’attualita’ di caratterepolitico, economico, internazionale, di societa’, didiritto.

La riflessione sulla Chiesa avra’ un posto fisso al cuore,cioe’ al centro, della rivista. Appariranno nuove rubrichemobili quali il ‘Profilo’ e l’ ‘Intervista”’. Ma, ha semprespiegato il direttore de La Civilta’ Cattolica, ”vorremmoessere piu’ presenti sui temi scientifici, della musica conla sezione delle ‘Schede musicali’, non solo con riferimentoa quella classica ma anche con approfondimenti su quellacontemporanea”.

Ma la rivista ha voluto abbracciare una nuova sfida, conl’approdo sui supporti digitali ”per rendere la rivista – haaggiunto p. Spadaro – maggiormente fruibile da parte di unnumero maggiore di persone”. Da qui la possibilita’ dellafuizione su tutti i tablet con applicazioni su iPad, iPhone,Android, Kindle Fire e Windows 8. ”La Civilta’ Cattolica, nata nel 1850, ha solcato decenninei quali sono cambiati non solamente le modalita’ dellacomunicazione, ma i suoi stessi significati. Il nostro tempoe’ segnato profondamente dalle reti sociali e dai nuovi mediadigitali. Oggi comunicare significa – ha ricordato ildirettore del quindicinale – sempre meno ”trasmettere”notizie e sempre piu’ essere testimoni e ”condividere” conaltri visioni e idee. Per questo il contenuto della rivistanella forma essenziale dell’abstract e’ reso ”aperto” allereti sociali per la fruizione, la condivisione, il commento,il dibattito, nelle forme che saranno possibili nell’ambitoproprio: non il nostro sito ma i networks sociali comeFacebook e Twitter”.

Grazie alla collaborazione di Google, e’ stato avviato,infine, un progetto per cui saranno resi fruibili su webtutti i fascicoli pubblicati dal 1850 al 2008. Alla presentazione del primo numero della nuova versionecartacea e digitale de La Civilta’ Cattolica, hanno presoparte mons. Claudio Maria Celli, Presidente del PontificioConsiglio delle Comunicazioni Sociali e mons.

Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gliStati della Segreteria di Stato.

E’ stato proprio mons. Celli che ha ricordato che laproduzione della rivista ”e’ comunque frutto del collegiodegli scrittori mentre il rapporto con la Segreteria di Statoe’ sempre stata rispettosa del pensiero degli estensori. IGesuiti – ha poi ricordato mons. Celli – sono sempr statidegli innovatori e oggi lo confermano. Il problema, ne siamoconvinti tutti, non e’ solo tecnologico ma di contenuti espero che anche la nuova rivista sappia rispondere alle nuovesfide culturali di oggi”.

”Partecipare attivamente al dibattito culturalecontemporaneo”, ha invece sottolineato mons. Camilleri, e’la vera ”missione di una rivista di cultura come La Civilta’Cattolica”. ”La fedelta’ alla Chiesa – ha poi aggiunto – richiedeoggi l’intelligenza e la volonta’ della ricerca, lo sforzo diindagare, di accostare il pensiero degli altri, la faticadella conquista personale”.

gc/

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