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Giovedì 4 aprile 2013 - 18:04

Famiglia: mons. Laffitte, difficili matrimoni con differenze di culto

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 4 apr – I matrimoni condisparita’ di culto presentano per gli sposi problemi”spesso insuperabili”. Questa l’esperienza pratica cheviene, ad esempio, nel caso di unioni tra sposi cristiani einduisti, buddisti o scintoisti. A intervenire sul tema deimatrimoni interreligiosi e interconfessionali, e’ ilSegretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, mons.

Jean Laffitte. ”Piu’ diffusi – spiega il Segretario – sono, in Europa,in Medio Oriente e in alcuni Paesi dell’Asia, come Indonesia,Malesia e India, i matrimoni tra credenti delle religionimonoteiste, soprattutto tra cattolici e musulmani”. Perche’il matrimonio sia valido per la Chiesa cattolica, occorre unadispensa espressa di impedimento, concessa ove vi sia ”unaccordo tra le parti sui fini e sulle proprieta’ essenzialidel matrimonio. Il coniuge di fede cattolica porta aconoscenza dell’altro il proprio impegno a mantenere e viverela propria fede, battezzare i figli ed educarli nella Chiesacattolica”. Nelle unioni islamo-cristiane, spesso ladifficolta’ viene alla luce fin dall’inizio. ”La tradizioneislamica esige che i figli dei musulmani siano educati nellareligione del padre musulmano”. E ”nei Paesi in cui vige lalegge islamica, il matrimonio tra cristiani e musulmani e’addirittura vietato”. Perlopiu’, i problemi emergono nelcorso della vita coniugale e della famiglia, nel tempo,relativamente alla concezione della donna e dell’educazionedei figli. Tuttavia, esistono ”esperienze positive, neiPaesi in cui c’e’ stata una lunga coabitazione delle duereligioni, come in Libano”. Meno complicati, invece, i cosiddetti matrimoni misti,cioe’ tra cristiani di diverse confessioni. ”Le coppie miste, i matrimoni tra battezzati, peresempio, tra cattolici e ortodossi o protestanti – haaffermato mons. Laffitte – non presentano particolariproblemi, e sono molto diffusi. In Germania, le famigliecomposte da cattolici e luterani sono la meta’ dellapopolazione”. gc/

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