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Mercoledì 3 aprile 2013 - 14:44

Salute: dolore cronico? Ora sparisce con un ‘chip’

(ASCA) – Roma, 3 apr – Ne soffre una persona su 5, una su 11quotidianamente. E’ il dolore cronico, un problema moltodiffuso, anche se sottovalutato: solo il 2% di chi ne e’afflitto si rivolge al medico per risolverlo. Pochi sannoinfatti che esistono tecniche molto avanzate per migliorarela situazione e veri e propri centri specializzati che hannocome obiettivo la terapia e la cura del dolore. ”Si definisce dolore cronico benigno un dolore che dura daalmeno sei mesi le cui cause spesso non sono ben note o,anche se lo sono, non sono curabili: non e’ pertanto piu’ unsintomo, ma diventa una vera malattia- afferma GiovanniFrigerio, medico anestesista specialista del settore -.

Colpisce persone di tutte le eta’, anche giovani, che devonoconvivere con questo problema per tutta la vita, anche sespesso il dolore e’ tale da essere invalidante e dainterferire con le normali attivita’. Si stima che in Europaogni anno si perdano 500 milioni di giorni lavorativi perquesto motivo, con una perdita di ricchezza pari a circa 34miliardi di euro”.

La terapia convenzionale consiste di solito nellasomministrazione di antidolorifici o oppiacei: il problema e’che, somministrandoli per lunghi periodi, l’effetto tossicopuo’ superare quello terapeutico. ”Purtroppo e’ ancoradiffusa la convinzione che il dolore debba essere curato solose oncologico, mentre negli altri casi bisogna sopportare -afferma Frigerio -. Non crediamo che chi soffra debbacontinuare a farlo: esistono oggi diverse soluzioni per lacura del dolore. Una delle piu’ efficaci, e senza effetticollaterali risulta essere l’elettrostimolazionesottocutanea, una stimolazione elettrica del sistema nervosoche sostituisce il dolore con un altro impulso, che funzionanel 75/80% dei casi ”.

Precursore di questa tecnica e’ il torinese GiancarloBarolat, considerato uno dei maggiori esperti al mondo infatto di dolore. Oggi Barolat lavora negli Stati Uniti, doveha fondato 35 anni fa il Barolat Institute di Denver, mentrein Europa ha aperto nel 2011 il Barolat NeuromodulationInstitute Europe ad Appiano Gentile (Como), che si trovaall’interno del centro di cura Le Betulle. Qui lavora un teamdi medici anestesisti che hanno studiato da lui e che con luicollaborano, tra cui Giovanni Frigerio responsabile europeodel Barolat Neuromodulation Institute.

”Le problematiche piu’ frequenti trattate con la neurostimolazione sono mal di schiena, discopatia, cervicalgia,sciatalgia, esiti di interventi sulla colonna vertebrale,dolori articolari, cefalee, spasticita’ post traumatica,fibromi algia, ma anche Parkinson, algodistrofie, disturbisfinterici o alla vescica, neuropatie post-herpetiche -afferma Frigerio -. Si tratta di patologie molte diverse, pertutte le quali pero’ la neuro stimolazione ha dato buonirisultati. Una vera novita’ e’ il trattamento delle cefalee,soprattutto quelle definite ‘intrattabili’, per le quali conla neuro stimolazione sottocutanea si ottengono risultatisorprendenti”. In cosa consiste la neurostimolazione? ”Si innesta unelettrodo sottocute, nella zona all’origine del dolore, inmodo che trasmetta degli impulsi elettrici che impediscono disentire il male – prosegue il dottore -. Si tratta di unatecnica poco invasiva, soprattutto in confronto alle altresoluzioni disponibili come quelle midollari o corticali epraticamente priva di effetti collaterali: non ci sono limitid’eta’ o controindicazioni. Sono necessarie due sedute: unadi prova e l’altra per l’impianto definitivo, che avviene insedazione in day hospital. Seguono controlli periodici una odue volte l’anno”.

Importante e’ che la neurostimolazione sia eseguita daesperti, altrimenti puo’ non dare i risultati sperati. Spessosi abbina ad altre tecniche, come la stimolazione midollare.

Per informazioni e’ possibile contattare i numeri337393930; 031572750.

red/mpd

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