Header Top
Logo
Sabato 24 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Mafia: Dia confisca beni per 1,3 mld al re dell’eolico Vito Nicastri

colonna Sinistra
Mercoledì 3 aprile 2013 - 09:31

Mafia: Dia confisca beni per 1,3 mld al re dell’eolico Vito Nicastri

(ASCA) – Roma, 3 apr – Quarantantatre’ tra societa’ epartecipazioni societarie; 98 beni immobili (palazzine,ville, magazzini e terreni); 7 beni mobili registrati(autovetture, motocicli ed imbarcazioni); 66 disponibilita’finanziarie. Questo il bilancio dela maxi confisca appenaultimata dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) diPalermo per un valore superiore a 1,3 miliardi di euro – inassoluto il piu’ consistente mai operato in Italia – ai dannidel patrimonio di Vito Nicastri. Il 57enne di Alcamo,affermato imprenditore nel settore della produzionealternativa dell’energia da fotovoltaico ed eolico risultainfatti in ”relazioni con numerosi e qualificati esponentimafiosi, con elementi legati a Cosa Nostra” capaci diinterferire a suo favore anche in sede giudiziaria.

Lo comunica la Dia di Palermo precisando che ilprovvedimento di confisca e’ stato emesso dal tribunale diTrapani e scaturisce dalla proposta d’iniziativa deldirettore della Dia, Arturo De Felice, che, attraversoarticolate indagini economico-patrimoniali nei confrontidell’imprenditore alcamese, ha consentito di ricostruire ilfitto reticolo patrimoniale degli ultimi trent’anni e dirilevare, altresi’, l’esistenza di una consistentesperequazione tra i beni posseduti ed i redditi dichiarati.

L’attivita’ imprenditoriale del Nicastri – spiega la Dia – e’ quella dello sviluppatore, figura professionaletipicamente italiana che consiste nella realizzazione e nellasuccessiva vendita, chiavi in mano, di parchi eolici, conricavi milionari, considerato che ogni megawatt (MW) prodottoe’ venduto a circa 2 milioni euro.

Parallelamente, in tutte tutte le vicende nelle quali e’stato coinvolto, e’ emersa una ”vicinanza” del Nicastri anoti esponenti mafiosi, ”che qualifica la condotta dellostesso, anche alla luce di numerosi pronunciamentigiurisprudenziali della Corte suprema, sintomatica di unacontiguita’ consapevole e costante agli interessi dellaassociazione mafiosa, o di una disponibilita’ a rendersiall’occorrenza partecipe di condotte agevolatrici dellapredetta organizzazione”, scrive la Dia.

La valenza assunta dall’imprenditore trapanese nell’ambitodi ”cosa nostra” trova riscontro anche nell’interessamentoalle vicende imprenditoriali del Nicastri dei noti bossSalvatore e Sandro Lo Piccolo, come rilevano i ”pizzini”rinvenuti in occasione del loro arresto.

Il Nicastri era gia’ risultato coinvolto nell’operazionedi polizia ”Eolo”, che ha svelato il coinvolgimento di cosanostra nel lucroso affare della realizzazione delle centralieoliche nella provincia di Trapani.

Ha intrattenuto rapporti con soggetti della consorteriamafiosa del trapanese, molti dei quali ritenuti vicini aMatteo Messina Denaro.

Nel corso delle indagini sono state rilevate, altresi’,relazioni con le consorterie criminali operanti nelmessinese, nel catanese ed anche con la ‘ndranghetacalabrese, in particolare con le ‘ndrine di Plati’, San Lucaed Africo del reggino, aspetti questi che caratterizzano inmodo significativo il contesto in cui l’aggressionepatrimoniale odierna si inserisce.

La confisca record dei beni a Nicastri si aggiunge agliultimi sequestri operati dalla Dia nel territorio trapanese,che stanno notevolmente impoverendo il potere economico diMatteo Messina Denaro, capo mafia latitante ritenuto’dominus’ del trapanese.

L’odierno provvedimento contiene anche l’applicazionedella misura di prevenzione personale nei confronti diNicastri la sorveglianza speciale con obbligo di dimora nelcomune di residenza (Alcamo), per tre anni.

com-stt/sam/

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su