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Giovedì 14 marzo 2013 - 15:32

Salute:anoressia e bulimia spettro giovanissime. Prevenire dall’infanzia

(ASCA) – Roma, 14 mar – Anoressia e bulimia colpiscono oggitra le 150 e le 200mila donne solo in Italia. Rappresentanola prima causa di morte per malattia tra le giovani italianedi eta’ compresa tra i 12 e i 25 anni. I dati diffusi dalSisdca, Societa’ italiana per lo studio dei disturbi delcomportamento alimentare, ci danno un quadro sconfortante, maqualcosa e’ possibile fare fin dall’infanzia. Giovanni Porta,psicoterapeuta romano, vuole dare una mano ai genitori suquesto problema, proprio in occasione della giornatanazionale del del ”Fiocchetto Lilla” per lasensibilizzazione dell’opinione pubblica sul problema deiDisturbi del Comportamento Alimentare. ”Le cause dell’insorgere dei disturbi nel comportamentoalimentare – spiega – possono essere molteplici. Alcunifattori sono esterni alla famiglia, e riguardano ad esempioil contesto che la persona (spesso adolescente) vive fuori dacasa, ad esempio scuola e amicizie; inoltre, difficilmentequesto tipo di disturbi si instaura senza un fattorescatenante, vale a dire un episodio difficile o stressanteche coinvolge la persona. Altri fattori, invece, riguardanola vita familiare sia in eta’ infantile chepre-adolescenziale e adolescenziale, e proprio su questifattori si puo’ fare prevenzione, iniziando dalle piccolecose”. A cominciare dall’aiuto e dall’ascolto: ”Aiutate ivostri figli quando sono piccoli a dare un nome alle sueemozioni. Puo’ sembrare una cosa scontata – spiega lo psicoterapeuta -ma insegnare al bambino a dare un nome ai vari stati emotivi,e insegnargli a metterli in relazione con quanto gli stacapitando, e’ un modo importante per fargli sviluppare unsenso di auto-efficacia che gli consentira’ progressivamentedi riconoscere autonomamente i suoi bisogni ed emozioni, eprovare a soddisfarli lui stesso, se possibile, oppurechiedendo aiuto a qualche adulto”. E no allacolpevolizzazione: ”Condannare le emozioni meno accettabilisocialmente, come ad esempio la rabbia o il dolore, nonmigliora la situazione di chi le prova, anzi. Le famiglie di origine sia delle pazienti anoressiche sia diquelle bulimiche sono spesso molto attente alle apparenze, equando i figli manifestano malessere, esso non viene gestitoe risolto, ma ignorato o peggio colpevolizzato”.

”La rabbia – aggiunge – e’ un’emozione particolare: si’accende’ quando il nostro spazio (fisico o psichico) vieneinvaso, oppure quando una nostra aspettativa viene delusa. Larabbia piu’ profonda e’ pero’ quella generata da un miscugliodi tristezza e impotenza. Quest’ultimo tipo di rabbia e’molto evidente nelle anoressiche, le quali hanno visto peranni frustrati i propri bisogni di accoglimento ecomprensione, avendo di fronte genitori poco empatici einteressati per lo piu’ a sbrigare bene il compito del loroaccudimento fisico”.

Dunque, i genitori devono cercare di rassicrare, non digenerare paure: ”Le figure genitoriali di molte bulimichegenerano spesso confusione, in quanto alle volte sonorassicuranti e disponibili, altre volte invece sono loro agenerare paura, attraverso comportamenti inappropriati oviolenti, oppure perche’ sono in preda a paure proprie chepassano alle figlie. Anche se siete genitori, non e’ dettoche non abbiate paura o sconforto, non c’e’ nulla di male.

Non dimenticate pero’ di nutrirvi, e costruire per voi stessiun posto dove essere rassicurati, se necessario, e nutriti.

Questo posto puo’ essere la relazione col partner, con gliamici, con altre figure di riferimento. Se non avete nessunadi queste persone chiedete l’aiuto di un professionista, manon lasciate che le vostre collere e le vostre paure pesinosui vostri figli, soprattutto quando sono piccoli”.

red/mpd

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