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Giovedì 14 marzo 2013 - 19:04

Papa: omelia a braccio. Invita chiesa a cammino nell’annuncio

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 14 mar – ”Camminare, edificare e confessare”. Quasi tre ‘parole d’ordine’ quelle indicate dal papa oggi nella sua omelia, la prima da pontefice, pronunciata a braccio nella Sistina di fronte ai 114 cardinali elettori. Una omelia, riportata integralmente dalla Radio Vaticana. ”La prima cosa che Dio ha detto ad Abramo e’ questa: ‘Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile’. Dunque – ha detto papa Francesco – la nostra vita e’ un cammino. Quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, alla presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilita’ che Dio chiede ad Abramo nella promessa”. Quindi ha proseguito: ”Edificare. Edificare la Chiesa, si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che e’ lo stesso Signore”. Terzo punto: confessare. ”Noi possiamo camminare quanto vogliamo, possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo a Gesu’ Cristo, la cosa non va”. Diventeremo – ha detto ancora papa Francesco – una ong filantropica, ma non la Chiesa, sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno i castelli di sabbia, tutto viene giu’, e’ senza consistenza”. Il Papa ha citato una frase di Leon Bloy riferita a quando non si confessa Gesu’ Cristo: ”Chi non prega il Signore, prega il diavolo”, perche’ ”quando non si confessa Gesu’ Cristo – ha spiegato – si confessa la mondanita’ del diavolo, la mondanita’ del demonio”. E ha proseguito, nella ricostruzione delle parole del papa fatta dalla Radio Vaticana: ”Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non e’ cosi’ facile, perche’ nel camminare, nel costruire, nel confessare delle volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro”. Il brano evangelico proposto dalla liturgia – ha sottolineato infine il pontefice – prosegue in realta’ con una situazione speciale: ”Lo stesso Pietro che ha confessato Gesu’ Cristo, gli dice: ‘Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di Croce. Questo non c’entra’. Ti seguo … senza la Croce’. Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce – ha osservato – non siamo discepoli del Signore: siamo mondani: siamo vescovi, preti, cardinali, papi, ma non discepoli del Signore!”. ”Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia – ha detto Papa Francesco – abbiamo il coraggio – proprio il coraggio – di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che e’ versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria, Cristo Crocifisso. E cosi’ la Chiesa andra’ avanti”. Quindi ha concluso: ”Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesu’ Cristo Crocifisso. Cosi’ sia”. gc/

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