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Giovedì 14 marzo 2013 - 16:45

Papa: don Davanzo, adotti stile piu’ sobrio e dica basta con lo Ior

+++Dovra’ rivedere assetti di potere e riformare gestionerisorse+++
(ASCA) – Milano, 14 mar – Risollevare l’immagine di unaChiesa dilaniata dagli scandali. Rivedere gli assetti dipotere all’interno delle mura vaticane. E riformare lagestione delle risorse economiche che dovranno essereaffidate a banche esterne al Vaticano e dunque diverse dalloIor. Per don Roberto Davanzo, direttore della CaritasAmbrosiana, sono soprattutto queste le sfide prioritarie cheJorge Mario Bergoglio dovra’ affrontare dopo essere statoeletto Papa con il nome di Francesco. ”Mi aspetto una significativa riforma della Curia romana,che dovra’ avere un look e uno stile piu’ umile, piu’ sobrioe meno legato a ritualismi medievali”, spiega Davanzo inun’intervista all’ASCA. ”Occorre evitare di offrire alfianco ad attacchi esterni”, aggiunge il sacerdote mettendoil guardia il nuovo Pontefice dalle insidie che lo attendono:”Oggi ci sono problemi di gestione delle risorse economichee di lotte intestine che tanto hanno fatto male alla Chiesain particolare durante il pontificato di Benedetto XVI. Cisono problemi di cattiva gestione del potere completamente darivedere. E’ questo il mondo con cui il nuovo Papa dovra’fare i conti”, dice senza giri di parole don Davanzo chesuggerisce al Santo Padre di ”scegliersi collaboratorileali, schietti e trasparenti”. E’ soprattutto sulla gestione delle risorse economiche delVaticano che il direttore della Caritas Ambrosiana si aspettauna svolta radicale: ”Il problema – osserva – non e’ seusarle o meno, ma come farlo. Auspicherei una gestionediversa delle risorse della Chiesa che dovrebbe appoggiarsisu istituti bancari esterni. C’e’ infatti da chiedersi se siaopportuno che il Vaticano abbia una banca sua. La sola ideadi avere una banca vaticana e’ infatti fonte inesauribile disospetti e interrogativi. E’ meglio non avere una bancanostra”.

Don Davanzo e’ comunque convinto che la sola elezione diJorge Mario Bergoglio a Papa porti con se’ ”diversi elementidi novita’. La provenienza, dato che per la prima volta nellastoria un Papa arriva d’Oltreoceano. Segno che la ChiesaCattolica e’ ormai senza confini e senza barriere. In secondoluogo, il nome Francesco richiama non solo il poverello diAssisi, ma anche il gran gesuita Francesco Saverio che nelXVImo secolo porto’ il Vangelo in India arrivando fino inGiappone.

Infine l’Argentina, uno dei Paesi piu’ cattolici del mondo maanche un paese maledettamente controverso, dove persisonoforti contrasti sociali”. E’ per tutte queste ragioni che ildirettore della Caritas Ambrosiana accoglie con soddisfazionela scelta di un pontefice espressione dell’America Latina epiu’ in generale dei Paesi del Terzo Mondo. ”Il futuro delcattolicesimo passa attraverso quel mondo, e ilatinoamericani rappresentano una componente demograficasignificativa del nuovo cattolicesimo rispetto allasterilita’ dei cattolici europei”.

E’ soprattutto in questo senso, tiene a sottolineare DonDavanzo, che Papa Francesco si fa ”portatore di una nuovasensibilita”’ all’interno del mondo cattolico.

Quanto alle accuse di presunta complicita’ con il regimemilitare argentino, secondo Don Davanzo queste nonincideranno sul pontificato di Francesco: ”Sono radiografieche il mondo dei mass media non puo’ non fare in circostanzecome queste.

Trovo comunque un esercizio giornalistico di basso profiloandare a frugare in album di fotografie orami ingiallite.

Anche perche’ tutti ci portiamo addosso il nostro peccatooriginale”.

Infine, sulla mancata elezione di Angelo Scola, indicato daipronostici della vigilia come il piu’ ‘papabile’ all’internodel Conclave, Don Davanzo risponde con una battuta: ”Sonoegoisticamente contento, perche’ Scola e’ Arcivescovo diMilano da meno di due anni. E per me sarebbe stato faticosoriprendere ricominciare a lavorare con un nuovo Arcivescovodopo 2 anni”. fcz/gc

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