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Giovedì 14 marzo 2013 - 17:29

Carceri/Salute: SIMSPe, chiusura OPG ma senza facili demagogie

(ASCA) – Roma, 14 mar – Comprensione e accoglienza per glioltre mille tra internati, detenuti con infermita’ mentale eminorati psichici che dovranno a breve lasciare gli OspedaliPsichiatrici Giudiziari italiani, ma non facili demagogie ederesponsabilizzazione nei confronti della societa’ civile. Questa la posizione di SIMSPe-onlus, la Societa’ Italianadi Medicina e Sanita’ Penitenziaria che per voce del proprioSegretario Generale e Fondatore Giulio Starnini, pubblica unanota dettagliata sulla situazione legislativa che ha condottoal momento attuale e sulle reali necessita’ che,possibilmente in tempi estremamente contenuti, devono essereaffrontate e risolte localmente di concerto tra leAmministrazioni della Giustizia e della Salute, per impediresu tutto il territorio nazionale la vergogna da una partedell’abbandono dei piu’ deboli fra gli ultimi e dall’altradel mancato controllo dei malati socialmente pericolosi. Ricordando che ”fra le mille persone rinchiuse in questestrutture si trovano internati prosciolti per infermita’mentale sottoposti al ricovero in ospedale psichiatricogiudiziario, detenuti assegnati alla casa di cura e custodiaperche’ socialmente pericolosi, persone sottoposte allamisura di sicurezza provvisoria in ospedale psichiatricogiudiziario, detenuti minorati psichici, detenuti imputatisoggetti a custodia preventiva sottoposti a periziapsichiatrica, internati con infermita’ mentale sopravvenutaper i quali sia stato ordinato l’internamento in ospedalepsichiatrico giudiziario o in casa di cura e custodia,detenuti condannati con sopravvenuta infermita’ di mente”,Starnini sottolinea come si tratti di ”una popolazionealquanto eterogenea che di fatto ha reso problematica lagestione di pazienti che dal punto di vista giuridico hannodiverse esigenze in ordine alla sicurezza e allo sviluppo diprogetti trattamentali e riabilitativi”. Problematicaquesta, avverte, ”che non cessera’ con la realizzazione dinuove strutture”. ”Forse c’e’ stata presunzione nel pensare che un annofosse stato sufficiente per attuare una delle tappe piu’difficili della Riforma della Sanita’Penitenziaria”,aggiunge precisando che per tutti questimotivi ”il 31 marzo non potremo assistere alla chiusuradegli O.P.G. esistenti”.

”Come Societa’ – conclude – non possiamo, pur condividendole preoccupazioni e l’angoscia per situazioni disumane chenulla hanno a che fare con la parola salute, che raccomandarela massima professionalita’ e serieta’ nel processo ditrasformazione degli attuali OPG, sul modello di quelloesistente di Castiglion delle Stiviere. Non crediamo, e ce neassumiamo la responsabilita’ come esperti della materia, chei servizi territoriali dei Dipartimenti di Salute Mentaleattualmente esistenti, possano reggere l’impatto di un caricodi lavoro niente affatto simile a quello usuale. Confidiamoche gli stessi, sull’esempio di quanto avvenuto a Catanzaro,si attivino per realizzare in tutta Italia sezioni per lapatologia psichiatrica, che rappresenta oggi la vera tragicaemergenza sanitaria nelle nostre carceri”. red/mpd

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