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Lunedì 4 marzo 2013 - 16:27

Sanita’: bimbo romano operato a Forli’ col robot e senza tracheostomia

(ASCA) – Roma, 4 mar – Ora Pierre puo’ dormire sonnitranquilli, senza quelle fastidiose apnee che disturbavano isuoi sogni, correre insieme agli altri bambini, e praticareil suo amato karate. Grazie all’intervento congiuntodell’equipe di chirurgia robotica dell’U.O. Orl, diretta daClaudio Vicini, e del team dell’U.O di Anestesia eRianimazione dell’Ausl di Forli’, diretta da Giorgio Gambale,il bimbo romano di undici anni operato nei giorni scorsiall’ospedale ”Morgagni-Pierantoni” di Forli’ ha finalmenterisolto i propri problemi, provocati da tonsille linguariabnormi che, dall’eta’ di 7 anni, gli provocavano gravidifficolta’ respiratorie. Si tratta della seconda operazionedi chirurgia robotica pediatrica in Italia, dopo quellaeffettuata, qualche tempo fa, sempre a Forli’, per giuntasenza ricorso alla tracheostomia, eccessivamente invasiva aquell’eta’. ”Se siamo riusciti a ottenere simili risultati – commenta Vicini – il merito e’ di tutti i professionisti coinvolti,dai chirurghi agli anestesisti, dai rianimatori al personaleinfermieristico, in grado di cooperare all’interno di unpercorso la cui efficienza e’ misurata proprio dallacapacita’ di dare esiti qualitativi elevati in presenza dipatologie complesse”. Al piccolo paziente, infatti, sonostati rimossi ben 25 cc di tessuto linfatico, contro l’appena1 cc asportabile con metodo ”classico”. ”Nel bambino lesindromi da apnee ostruttive del sonno sono frequenti, ma nonin questi termini: qui ci siamo trovati davanti a unasituazione estrema – prosegue il clinico -. Al di la’dell’aspetto tecnologico legato all’impiego del robot, ildato innovativo e interessante e’ che l’intera operazione e’stata condotta senza dover ricorrere a tracheostomia, laquale sarebbe risultata particolarmente invasiva e,trattandosi di un paziente pediatrico, avrebbe comportato nonpochi rischi per potenziali esiti, soprattutto a distanza”.

Se negli adulti si ricorre spesso a tale tecnica, consistentenell’incisione della trachea per consentire l’inserimento diuna cannula necessaria a consentire la respirazione durante edopo (per qualche giorno) l’intervento, nei bambini taleprocedura puo’, alla luce del rapporto costo/beneficio, nonessere giustificata. E Pierre e’ rinato. ”Prima respiravamalissimo – spiegano i genitori -, faticava a dormire erussava al punto che lo sentivamo dall’altra parte dellacasa, inoltre non poteva correre perche’ andava subito inaffanno. Adesso sta bene, e ha cambiato persino tono divoce”. L’unico rammarico e’ che il figlio si sia dovutooperare due volte prima di approdare a Forli’. ”Inprecedenza, non ci era mai stata prospettata l’opportunita’della chirurgia robotica, forse perche’ non tutti i medici nepercepiscono fino in fondo la potenzialita’; la differenzarispetto all’intervento tradizionale, tuttavia, e’ enorme esenza il robot Pierre non sarebbe mai guarito”.

red/mpd

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