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Martedì 26 febbraio 2013 - 12:10

Salute: Parkinson, benefici da Stimolazione cerebrale Profonda (DBS)

(ASCA) – Milano, 26 feb – Pubblicati sul New England Journalof Medicine, i risultati dello studio clinico ‘EarlyStim’ chedimostrano coma la terapia con Stimolazione CerebraleProfonda (DBS – Deep Brain Stimulation) di Medtronic forniscamaggiori benefici per i pazienti con precoci complicazionidelle capacita’ motorie dovute alla progressione delParkinson, se confrontati con il solo trattamentofarmacologico ottimizzato.

Si e’ trattato del primo ampio studio multicentrico,randomizzato, controllato, che ha coinvolto e valutatopazienti affetti da Parkinson con complicanze motorieprecoci: lo studio ha dimostrato che i pazienti trattati conla tecnica di stimolazione cerebrale profonda, in abbinamentoal trattamento farmacologico ottimizzato, hanno riportato, adue anni di follow-up, un significativo miglioramento del 26%nella qualita’ di vita rispetto ad un peggioramento dell’1%nei pazienti trattati con la terapia farmacologicaottimizzata. Lo studio clinico ha coinvolto 251 personeaffette dalla malattia di Parkinson in 17 centri di Germaniae Francia, per un periodo totale di due anni.

La terapia utilizza un dispositivo medico impiantatochirurgicamente, simile a un pacemaker, che emette lieviimpulsi elettrici in aree specifiche del cervello. Lastimolazione elettrica di queste aree causa un miglioramentodei segnali motori nei pazienti con Parkinson e dellecomplicanze motorie associate all’assunzione di levodopa. Lastimolazione puo’ essere programmata e calibrata conmodalita’ non invasiva da medici esperti in modo damassimizzare il controllo dei sintomi e ridurre al minimo glieffetti collaterali. Oltre 100.000 pazienti in tutto il mondohanno ricevuto una terapia con stimolazione cerebraleprofonda di Medtronic. ”Questi risultati segnano una svolta nel modo in cui ipazienti con Parkinson possono essere trattati e provano chela terapia con stimolazione cerebrale profonda puo’migliorare la qualita’ di vita dei pazienti anche a unostadio precoce della malattia, quando compaiono leoscillazioni motorie e le discinesie e nell’impostazionetradizionale ci si affida alla sola terapia farmacologica”,afferma Alberto Albanese, Direttore del Reparto diNeurologia, presso l’Istituto Neurologico Carlo Besta diMilano. Attualmente, la terapia con Stimolazione CerebraleProfonda e’ principalmente utilizzata nel trattamento deipazienti con Parkinson in stadio avanzato: i partecipantidello Studio Earlystim avevano sintomi del Parkinson in mediada 7 anni e mezzo, all’incirca 5 anni in meno dei pazienticoinvolti negli studi clinici precedenti, e cio’ ha permessoai ricercatori di testare i benefici della terapia constimolazione cerebrale profonda in una fase di malattia incui le oscillazioni motorie e le discinesie sono di recentecomparsa e le capacita’ lavorative e psicosociali sono ancorapresenti. L’anticipazione della terapia , inoltre, non ha inciso suiparametri di sicurezza clinici, quali la condizionepsicologica o le capacita’ cognitive; l’incidenza complessivadi eventi avversi non differisce significativamente tra i duegruppi di trattamento (precoce e tardivo). red/mpd

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